Legionella, nuovi accertamenti sulle caldaie

3 Novembre 2022

La donna guarita e i familiari della 64enne deceduta chiedono chiarezza su eventuali responsabilità

SULMONA. Sarà la Procura del tribunale di Sulmona ad accertare se nella vicenda della legionella trovata nella palazzina Ater di via XXV Aprile vi siano responsabilità. Sia la donna che si è salvata che i familiari di Luciana Pantaleo, la parrucchiera di 64 anni deceduta al policlinico Umberto I di Roma, dopo aver contratto la legionella, sono intenzionati ad andare fino in fondo e a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda. In particolare hanno puntato il dito sui certificati di conformità della caldaia sostituita in entrambi gli appartamenti all’inizio del mese di settembre. E il fatto che il batterio della legionella sia stato trovato solo nei due appartamenti dove sono state sostituite la caldaia, ha fatto sorgere molti interrogativi. La carica virale più alta è stata registrata nell’alloggio della donna deceduta mentre a casa dell’altra donna contagiata la positività alla legionella, trovata sul terminale della doccia, era più contenuta: circa un terzo rispetto a quanto riscontrato nell’altro appartamento.
«Non è ancora chiaro come sia stato possibile tutto ciò. Nessuno sa dirci nulla di come la presenza di questo batterio sia stata riscontrata solo nei nostri due appartamenti», afferma decisa la donna uscita dall’incubo della malattia e tornata a casa appena da una settimana. «Una vicenda che va ricostruita senza lasciare nulla al caso. Ma il comune cambio della caldaia nei due appartamenti non mi lascia tranquilla. Per questo è necessario che chi di dovere indaghi per verificare se ci siano state difformità e se emergeranno responsabilità è giusto che chi ha sbagliato debba pagare. «Sono salva solo grazie ai medici dell’ospedale di Chieti dove sono stata ricoverata», ha concluso la donna.
«Vorrei tanto incontrare il presidente dell’Ater per capire cosa sia successo. Dopo il decesso della povera Luciana e il mio caso che poteva finire allo stesso modo, c’è voluto più di un mese per ottenere i certificati richiesti. La conformità delle caldaie istallate è stata infatti rilasciata dall’Ater solo lo scorso 29 ottobre, a seguito di una diffida, in ritardo rispetto al 4 settembre, giorno in cui sono queste sono state sostituite». Ora sarà compito dell Procura chiarire l’origine dell’infezione e individuare eventuali responsabilità. (c.l.)
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