Legnini: «Fondi, fare presto e bene per il futuro dei nostri territori»

9 Novembre 2021

Il commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto del Centro Italia torna in città Confronto con amministratori, imprese, categorie e mondo sindacale sugli stanziamenti europei

L’AQUILA. Nei prossimi mesi e anni sui territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016-2017 arriveranno somme ingenti (quasi 10 miliardi oltre a quelli già arrivati) che in gran parte saranno per la ricostruzione pubblica e privata ma per una parte significativa (fondo complementare da oltre 1,7 miliardi) serviranno al rilancio socio-economico. Ieri, nella sala Ance, si è svolto un dibattito sia sul Piano Nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sia sul fondo complementare per aree terremotate.
chi c’era
L’incontro è stato organizzato dalla deputata Pd Stefania Pezzopane e vi hanno preso parte Giovanni Legnini, commissario sisma 2016-2017 (che interessa anche una grossa fetta d’Abruzzo); Giovanni Lolli, ex parlamentare ed ex vicepresidente della Regione e Carlo Presenti (in videoconferenza), capo della Struttura di missione e soggetto attuatore Pnrr 2009. Tra il pubblico (numeroso) rappresentanti di istituzioni (sindaci e consiglieri regionali in particolare), imprese, categorie, sindacati.
GRANDI PROGETTI
È stato Giovanni Legnini che, con una frase semplice, ma efficace, ha fatto capire anche ai non addetti ai lavori che cosa c’è in ballo: «Spesso sento dire, stiamo rifacendo case belle e sicure ma per farci cosa, poi?». La risposta, se arriverà, non arriverà dalle parole spesso poco concrete e dalle “filosofie” che pure si fanno cercando di prevedere il futuro, ma giungerà da risorse che però vanno spese bene e concordate fra tutti gli “attori” che operano sul territorio, cittadini compresi. È sembrato di capire che la cosiddetta vecchia politica della “fontanella” utile solo per le campagne elettorali del sindaco di turno ha i giorni contati. Da ora in poi si tratta di mettere in campo progetti di largo respiro capaci di dare alle città e ai paesi che sono in ricostruzione maggiore qualità della vita, servizi e opportunità di lavoro per i giovani. Ma vediamo le cose che dovranno contenere i progetti da finanziare con il miliardo e quasi ottocento milioni del fondo complementare che viaggia parallelo, ma non necessariamente con le stesse regole del Pnrr e che, soprattutto, va chiarito, non finanzia la ricostruzione materiale. La prima cosa è la connessione digitale, strumento indispensabile per non restare tagliati fuori dal mondo. E su questo Carlo Presenti ha aggiunto che le tecnologie serviranno a enti e cittadini a monitorare il territorio dal punto di vista ambientale in funzione preventiva. Seconda cosa la rigenerazione urbana: città e borghi più “ordinati” e sostanzialmente più belli quindi più attrattivi. Terza cosa le comunità energetiche: due parole che nei prossimi anni entreranno nel vocabolario comune. Di cosa di tratta? Imprese e cittadini potranno mettersi insieme per produrre energia “alternativa” per l’autoconsumo ma non solo. Facile immaginare che questo significherà tagli ai costi energetici, il che renderà appetibile abitare pure nei paesi di alta quota dove oggi i costi per l’energia sono quasi insostenibili. Previsti specifici fondi anche per gli investimenti delle imprese.
LE VOCI DEL DIBATTITO
Stefania Pezzopane, aprendo il dibattito, ha sottolineato: «Abbiamo l’occasione unica e irripetibile per dare un colpo di acceleratore alla ripresa, ricostruzione e rigenerazione dei nostri territori con il Pnrr. È una sfida che va vissuta con spirito innovativo dando un carattere e una specificità al nostro territorio». A latere è emersa la questione della mancanza di fondi per una linea ferroviaria veloce L’Aquila-Roma. Legnini non è voluto entrare nella polemica. Ha solo parlato di un progetto, che sarà finanziato col fondo complementare, per un treno a idrogeno tra Terni, Rieti, L’Aquila e Sulmona. Per la viabilità si punta al completamento della L’Aquila-Amatrice, due realtà tristemente accomunate negli ultimi anni dalla tragedia del terremoto.
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