Legnini: «Presto altre misure per evitare lo stop dei cantieri»

Il commissario incontrerà l’associazione costruttori e i professionisti della ricostruzione In ballo 700 milioni di euro per il sistema imprese e gli investimenti economici e sociali
L’AQUILA. «D’intesa con il governo prenderemo presto delle misure per evitare che i cantieri della ricostruzione si blocchino». Lo ha annunciato il commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Giovanni Legnini, nel corso del convegno “Ricostruire l’economia” che si è tenuto ieri mattina all’auditorium del Parco del Castello, per fare un focus sul pacchetto di misure per le aziende previste nel Fondo complementare del Pnrr per lo sviluppo delle aree del Centro Italia colpite dal sisma nel 2009 e nel 2016. Con la macro misura B del Fondo complementare denominata “Rilancio economico e sociale”, la cui dotazione è di 700 milioni di euro, si finanzierà il sistema delle imprese e gli investimenti economici e sociali. Sono previsti 380 milioni di euro per il sostegno agli investimenti; 180 milioni per turismo, cultura, sport e inclusione; 60 milioni per valorizzazione ambientale, economia circolare e ciclo delle macerie e 80 milioni per i centri di ricerca per l’innovazione. Il commissario ha, inoltre, spiegato che si interverrà sul prezzario, e quindi sui costi riconosciuti, non solo per i cantieri ancora da avviare ma anche per quelli in corso. La prossima settimana, a questo scopo, Legnini incontrerà i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) e i professionisti che operano nella ricostruzione. «Lo scorso anno abbiamo ottenuto risultati molto importanti nelle quattro regioni colpite dal sisma con l’apertura di oltre 5.200 cantieri. Mi auguro che si possano replicare anche quest’anno, nonostante le enormi difficoltà, dovute soprattutto al fortissimo aumento dei prezzi, che abbiamo davanti. Dobbiamo evitare che quanto di buono è stato fatto in questi due anni per la ricostruzione, mettendo in campo tutte le risorse e le innovazioni procedurali possibili, sia vanificato», ha concluso il commissario.
«Se il piano nazionale distribuisce opportunità, sta a noi trasformarle in certezze», ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. «Bisogna valutare bene come indirizzare queste risorse. Non temo che le somme non siano spese, ma mi piacerebbe che fossero spese bene. L’Italia, e le regioni del Centro-Sud ancora di più, si salvano se inseguono la qualità, l’innovazione, l’esclusività, il design, la raffinatezza: se inseguiamo la quantità saremo sempre perdenti con altre regioni del mondo che sono più competitive sotto questo profilo». Inoltre, per Marsilio, «le risorse devono essere integrate in luoghi che hanno subìto devastanti emergenze e che si preparano ad affrontare gli effetti “collaterali” di una guerra che si è accesa nel cuore dell’Europa». Il presidente ha ricordato anche gli esiti del consuntivo 2021 sulla ricostruzione «che ha visto un incremento del 256% rispetto ai dati dell’anno precedente, consentendo all’Abruzzo di abbandonare l’ultima posizione tra le quattro regioni coinvolte dal sisma del 2016 e raggiungere il più alto incremento percentuale dell’intero cratere dell’Appennino centrale con 1.540 cantieri autorizzati per complessivi 272 milioni di euro concessi».

