Leonardo verso la chiusura Chiesto aiuto alla Regione

24 Maggio 2022

Fiom rivolge un appello a Marsilio e D’Amario per salvare lo stabilimento di Carsoli È una delle eccellenze d’Abruzzo, i dodici dipendenti saranno trasferiti nel Lazio 

CARSOLI. Un appello alla Regione Abruzzo per salvare lo stabilimento Leonardo di Carsoli. Con una lettera indirizzata al presidente Marco Marsilio e all’assessore alle Attività produttive, Daniele D’Amario, la Fiom-Cgil è tornata a lanciare l’allarme sul futuro del centro di eccellenza in progettazione, sviluppo e produzione di trattamenti superficiali di lenti (trattamenti ottici) per applicazioni militari, aerospaziali e civili, i cui campi vanno dall’osservazione della Terra e dell’universo all’aeronautica civile e militare. Leonardo ha annunciato, a marzo scorso, che chiuderà 5 stabilimenti in Italia, tra i quali quello di Carsoli dove lavorano dodici ricercatori e tecnici specializzati che verrebbero accorpati a un altro sito. La preoccupazione della Fiom-Cgil è tanta, anche perché, nonostante gli incontri e gli scioperi, l’azienda del gruppo Finmeccanica (il principale azionista di Leonardo è il ministero dell’Economia con una quota di circa il 30%, ndc) non vuole fare alcun passo indietro. «Stando alle dichiarazioni diffuse anche a mezzo stampa dalla Leonardo, i territori interessati dal piano di ottimizzazione non subirebbero impatti occupazionali», ha precisato la segretaria provinciale della Fiom- Cgil, Elvira De Sanctis, «in evidente contraddizione con tali dichiarazioni, il piano prevede invece che i lavoratori di Carsoli vengano trasferiti in uno stabilimento laziale della Leonardo e così anche le lavorazioni e le tecnologie oggi presenti a Carsoli, condannando quindi il nostro territorio a un definitivo depauperamento di occupazione, conoscenze, competenze e tecnologie». Secondo la Fiom-Cgil «lasciare che Leonardo chiuda un sito sul nostro territorio creerebbe un precedente pericoloso anche per altre imprese, effetto che non possiamo assolutamente sottovalutare. Pertanto, al pari dell’impegno profuso dalle istituzioni negli altri territori impattati dal piano di ottimizzazione, e per il significato che riveste la presenza di un sito Leonardo nella nostra provincia in termini di contenuti industriali e occupazione di qualità nonché quale sbocco professionale per i giovani che frequentano le nostre università, chiediamo che anche le istituzioni abruzzesi focalizzino l’attenzione sul significato della scelta della società Leonardo, la quale dal canto suo tende a minimizzare l’impatto della annunciata chiusura del sito di Carsoli, facendo facile leva sul numero contenuto di dipendenti interessati». (e.b.)