LFoundry, altra cessione in vista

Campione: «In ballo la vendita della centrale a gas per risparmiare sui costi»
AVEZZANO. LFoundry non smentisce la cessione della cogenerazione che alimenta lo stabilimento e annuncia investimenti importanti per le infrastrutture del sito avezzanese. Il confronto atteso tra l’amministratore delegato, Marcello D’Antiochia, e i vertici di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil alla fine non c’è stato. Nell’incontro dei giorni scorsi, convocato alla luce di quanto previsto dal contratto, è stata fatta una panoramica generale di quanto fatto finora e quanto si farà per lo stabilimento dove si producono memorie volatili, ma gli interrogativi delle organizzazioni sindacali sono rimasti senza una risposta.
«La notizia della cessione della cogenerazione non è stata smentita», ha commentato Andrea Campione, rsu Uilm-Uil. «L’azienda valuterà se l’iniziativa conviene economicamente e una volta fatto un quadro preciso deciderà se cedere il ramo oppure no. Durante l’incontro si è parlato anche delle previsioni fino al 2025 sui mix dei prodotti: è stato evidenziato come potrebbe scendere la produzione dei sensori per l’automotive e salire quella dei sensori per potenza che hanno un mercato di minor profilo». Tra le soluzioni paventate per ridurre i costi dell’energia elettrica, secondo quanto riferito dai vertici dell’azienda più grande del territorio, dove lavorano ogni giorno 1.300 persone, c’è quella di dare in mano ad altri la centrale a gas che alimenta la fabbrica. Se questa ipotesi andrà in porto sarà la terza cessione dell’azienda nel giro di pochi anni. Le organizzazioni sindacali vogliono vederci chiaro perché temono che in questo modo lo stabilimento perderà altri pezzi. «L’amministratore delegato ci ha riferito che per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali fatti sono stati spesi circa 20 milioni di euro dei 13 milioni preventivati», ha concluso Campione, «al momento noi non abbiamo riscontri rispetto a quanto annunciato e andremo a fondo alla vicenda. Come delegazione sindacale esorteremo l’amministratore delegato ad aprire un tavolo di confronto quanto prima. Siamo scettici su quanto annunciato e proprio per questo continueremo a monitorare l’andamento dell’azienda per arrivare ad avere un quadro della reale situazione nell’interesse dei lavoratori». (e.b.)
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