LFoundry, Biondi invita le istituzioni a fare squadra

28 Ottobre 2018

Il sindaco dell’Aquila: è in gioco il futuro della più grande azienda della provincia La partita deve necessariamente interessare le aree interne e l’intera regione

AVEZZANO. «Bisogna fare squadra, con LFoundry per l’intera provincia si sta giocando una partita decisiva». È questo l’appello che il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha lanciato a tutti i rappresentanti istituzionali del territorio affinché parta la mobilitazione per il futuro di LFoundry. L’azienda più grande della provincia due settimane fa ha annunciato che, a causa della guerra dei dazi tra America e Cina e della necessità di aggiornare i software di produzione, si era creata una situazione difficile con un eccesso di ore lavorabili. Da qui l’immediata scelta di azienda e parti sociali di firmare un accordo per avviare a partire dal primo dicembre i contratti di solidarietà per i circa 1.500 dipendenti del sito.
In questo modo per 18 mesi i vertici di LFoundry potranno gestire la crisi e ricominciare a operare con serenità.
«Il destino della più grande azienda della provincia per numero di addetti, la seconda in tutto l’Abruzzo, deve necessariamente interessare non solo il territorio in cui questa è localizzata, ma anche le aree interne e l’intera regione», ha precisato Biondi, «LFoundry affronta una delicata fase di transizione. Tra le centinaia di lavoratori della multinazionale molti provengono dall’Aquila e dal suo comprensorio, ma non è questo l’unico motivo per cui l’eco di ciò che accade ad Avezzano ha risonanza anche nel capoluogo. LFoundry è impegnata in progetti come “Dark side-20k”, in collaborazione con i Laboratori nazionali del Gran Sasso, Università dell’Aquila e Gran Sasso Science Institute, per la costruzione di fotosensori di ultima generazione. È partner del piano di ricerca, sostenuto anche dal Mise, “Nuses”, che coinvolge Thales Alenia space, Istituto nazionale di fisica nucleare e Gssi, il cui fine ultimo è la realizzazione di un sistema per il monitoraggio dei terremoti, che potrebbe utilizzare proprio i rilevatori di luce prodotti nella Marsica. Programmi rivoluzionari e di portata mondiale, finanziati anche con il 4% dei fondi della ricostruzione indirizzati allo sviluppo economico del Cratere sismico 2009 (ReStart)». Proprio per questo, secondo il primo cittadino dell’Aquila, c’è necessità di fare squadra «eliminando le barriere geografiche e le limitazioni territoriali. Occorre capire dove è possibile concentrare gli sforzi affinché l’intero sistema produttivo possa trarne sviluppo. È necessario che la politica svolga il ruolo non di semplice spettatore, ma di punto di equilibrio e mediazione tra esigenze della società e dei lavoratori».
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