LFoundry cede ramo d’azienda ai tedeschi

7 Aprile 2021

Sparc gestirà le relazioni coi clienti e riassorbirà sei dipendenti marsicani. La Cgil: segnali poco chiari

AVEZZANO. LFoundry cede la gestione delle relazioni con i clienti alla società Sparc Eu. A comunicarlo ai rappresentanti dei lavoratori è stato ieri mattina l’amministratore delegato Marcello D’Antiochia, al quale Rsu e segreterie provinciali hanno chiesto subito un incontro.
LA CESSIONE. Secondo quanto precisato nella comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali, la cessione del ramo aziendale non avverrà prima del 3 maggio. Riguarderà in totale 27 persone, delle quali sei attualmente impiegate nello stabilimento di Avezzano. L’intento è quello di staccare la gestione delle relazioni con i clienti (Customer relationship management) e permettere a LFoundry di rimanere focalizzata sulle attività di produzione. In questo modo si punta a mantenere «efficienza e qualità» e, attraverso un accordo di fornitura con il gruppo, «minimizzare la sua esposizione agli andamenti del mercato».
COS’É SPARC EU. Ha le radici in Germania la nuova azienda nella quale confluiranno le funzioni di marketing e design attualmente in mano alla branca tedesca di LFoundry. L’operazione, come hanno descritto D’Antiochia e Stefano Piccone, consigliere delegato di Sparc Eu, rientra nell’ambito delle procedure previste dal codice civile. I rapporti di lavoro del personale coinvolto proseguiranno quindi con Sparc Eu che avrà una sede italiana dove potranno operare anche i sei dipendenti LFoundry. Al personale trasferito continueranno a essere applicati il contratto collettivo nazionale dei lavoratori e la contrattazione collettiva aziendale vigente.
QUALI TIMORI. Le Rsu di stabilimento e le segreterie provinciali hanno espresso preoccupazione per questa notizia e, come previsto dalle procedure, hanno presentato una richiesta ufficiale di incontro con l’azienda per capire meglio la situazione. Per la segretaria provinciale della Fiom-Cgil, Elvira De Sanctis, «LFoundry perderà il contatto diretto con i clienti del settore sensori e non possiamo escludere a oggi che ci siano in futuro altre situazioni simili. Il nostro timore è che LFoundry diventi solo un sito produttivo. Dal momento che le operazioni non sono chiare da mesi, chiediamo l’intervento delle istituzioni e in particolar modo del ministero per lo Sviluppo economico dove l’azienda deve venire a dirci che cosa sta accadendo e darci garanzie sui livelli occupazionali dello stabilimento di Avezzano».
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