LFoundry colpita dalla guerra dei dazi

Contratti di solidarietà, martedì il nuovo incontro con Lolli E la Uilm critica la Fiom-Cgil per aver bocciato l’intesa
AVEZZANO. Si comincia a delineare la situazione in casa LFoundry alla luce dei 18 mesi difficili che l’azienda si prepara ad affrontare e dell’accordo siglato con le parti sociali per la futura gestione. Martedì è previsto un nuovo incontro in Regione con il presidente vicario Giovanni Lolli al quale, in questi giorni, spetta il ruolo di “arbitro” tra l’azienda e le organizzazioni sindacali. Per ora sul tavolo c’è un’ipotesi di accordo tra le parti che prevede i contratti di solidarietà per i 1.500 dipendenti del sito.
In questo modo i vertici di LFoundry e le segreterie di Fim-Cisl-Uilm-Fismic e Failms, sperano di poter fronteggiare il periodo di difficoltà che sta per arrivare. L’azienda, infatti, nei giorni scorsi ha annunciato che c’è un eccesso di ore lavorabili che dev’essere gestito.
In sostanza i problemi sono legati alla guerra dei dazi tra America e Cina che sta avendo ripercussioni sulle commesse di sensori richieste a LFoundry, ma anche alla necessità di installare, a partire dal primo dicembre, un nuovo software per gestire la produzione che permetterà all’azienda di dire addio al programma di Micron utilizzato negli ultimi cinque anni.
Il documento che verrà sottoposto il 6 novembre al ministero per lo Sviluppo economico, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, fatta eccezione per la Fiom-Cgil che si è voluta prendere del tempo per valutare tutte le sfaccettature dell’accordo, dovrà essere ridiscusso in Regione e poi sottoposto ai lavoratori durante le assemblee di stabilimento.
«Il mio plauso va ad azienda e sindacati perché con questa ipotesi di intesa si è messo in sicurezza lo stabilimento», ha commentato il segretario nazionale Uilm-Uil, Michele Paliani. «Il prossimo incontro servirà per sottoscrivere in via definitiva il documento in vista del 6 novembre al Mise. È stata, secondo me, la strada migliore perfetta per poter gestire lo stabilimento e rimettere di nuovo sul mercato l’azienda. Abbiamo preso atto che i cinesi di Smic tutto questo interesse per il sito marsicano non ce l’hanno e quindi è necessario riacquistare competitività. Sappiamo bene che competere per noi è difficile, ma è importante, oltre alla messa in sicurezza attraverso i contratti di solidarietà dei lavoratori, perseguire un percorso di carattere industriale. Non è semplice, ma sono certo che LFoundry ce la farà». Paliani poi ha espresso contrarietà per la scelta della Fiom-Cgil di non firmare l’ipotesi di accordo.
«Non accetto questa presa di posizione», ha aggiunto, «per me è un vero e proprio errore politico. Bisognava mettere in sicurezza lo stabilimento e poi pensare a tutto il resto».
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