LFoundry decide sul lavoro da casa

14 Ottobre 2022

Incontro con i sindacati, Fiom chiede un accordo comune per tutti i dipendenti

AVEZZANO. La Fiom-Cgil lancia un aut aut a LFoundry: è ora di dare prova di coerenza. Questa mattina si tiene un incontro tra i rappresentanti dell’azienda dove si producono sensori d’immagine e memorie volatili, e i rappresentanti sindacali di stabilimento sullo smartworking.
Dopo la pandemia, infatti, l’area dove operano gli impiegati ha iniziato a manifestare la volontà di continuare con il lavoro agile. Le organizzazioni sindacali si sono date subito da fare per poter normare questa nuova mansione e, solo qualche mese fa, sono arrivati i primi accordi tra l’azienda e i singoli dipendenti per la gestione dello smartworking.
Le rsu hanno ribadito la necessità di un accordo comune e oggi tornano alla carica. «Ci aspettiamo che l’azienda dia seguito alle dichiarazioni rilasciate recentemente riguardo alla sua intenzione di voler inserire questa modalità di lavoro in modo strutturale e attraverso un accordo sindacale, che realmente consenta alle persone di conciliare i tempi di vita e di lavoro», spiegano dalla Fiom-Cgil guidata dalla segretaria provinciale Elvira De Sanctis, «come delegazione Fiom riteniamo che quello sullo smartworking sia un banco di prova per misurare la coerenza dell’azienda. Sempre facendo richiamo alla coerenza», continua la Fiom-Cgil, «e tenuto conto sia della dichiarazione di voler cambiare passo nelle relazioni sindacali sia del quadro “positivo e in crescita” raffigurato durante l'incontro di settembre scorso, ci aspettiamo anche che l’azienda apra con sollecitudine al confronto sindacale costruttivo su altri temi».
In particolare i delegati della Fiom auspicano che si possa iniziare a parlare di «premio di risultato, alla luce del quadro positivo e in crescita per lo stabilimento LFoundry; welfare aziendale tenuto conto del quadro positivo e in crescita per lo stabilimento LFoundry, delle difficoltà economiche dei lavoratori alle prese con l’aumento del costo della vita e dell’energia; e poi percorsi di stabilizzazione interna e a tempo pieno dei lavoratori in somministrazione. Per essere credibile», conclude il sindacato, «è arrivato il momento che l'azienda passi finalmente dalle parole ai fatti».