LFoundry, esperimento sui turni

29 Febbraio 2020

Si va verso un nuovo modello organizzativo: parte la trattativa

AVEZZANO. LFoundry apre al turno sperimentale di lavoro. E inizia la trattativa. Dopo la bocciatura delle 8 ore dalla maggior parte dei 1.500 dipendenti dello stabilimento, il secondo in Abruzzo dopo la Sevel di Atessa, i vertici dell’azienda si sono seduti di nuovo con i rappresentanti sindacali per trovare una strada da percorrere insieme. Durante la discussione è emerso che ci sarebbe la possibilità di eliminare la vecchia turnazione – quattro giorni di lavoro e quattro di riposo – sostituendola con quella già sperimentata nel sito – un giorno, una notte, uno smontante e due riposi – con turni sempre da 12 ore.
«L’azienda, pur non essendo nelle condizioni di entrare nel merito della discussione, si è resa disponibile a fare un ragionamento sul turno due più tre», ha commentato la Rsu LFoundry, Monica Di Cola (Uilm-Uil), «ha rilevato una serie di criticità e ci ha chiesto di affrontarle insieme durante il periodo della trattativa. L’altro dato positivo è che è stato accettato di fare un ragionamento sulla complessità delle problematiche della fabbrica in maniera parallela e non vincolante».
Di fatto, i nuovi turni sono possibili, ma bisogna organizzarsi bene e in fretta. L’azienda, infatti, ha l’esigenza di pianificare a breve le ferie estive e per questo bisogna decidere quanto prima per la turnazione. Inoltre, sono state presentate delle perplessità per la gestione, tra le altre cose, delle malattie, dei permessi previsti dalla legge 104, e per la creazione necessaria di una quinta squadra di lavoro.
«Per quanto riguarda il problema ferie e contratti di solidarietà faremo parallelamente delle riunioni in settimana con la direzione aziendale», ha evidenziato Roberto Di Francesco, Rsu Fiom-Cgil, «per la nuova turnazione la discussione richiesta e ribadita dal sindacato va fatta su tutta la fabbrica, senza spaccare i lavoratori e l’azienda. Come Rsu ci incontreremo lunedì per andare a formulare delle proposte in vista del prossimo incontro del 5 marzo». (e.b.)
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