LFoundry, i sindacati perplessi

2 Marzo 2019

Gallotti (Uil): «Siamo fiduciosi». Di Francesco (Cgil): «Mai più tagli» 

AVEZZANO. Le rassicurazioni di Sergio Galbiati e Guenther Ernst, Ceo di LFoundry sul futuro dell'azienda, hanno da una parte tranquillizzato i dipendenti e dall'altra destato nuove preoccupazioni per il futuro. La vendita, sulla quale i vertici dello stabilimento mantengono il massimo riserbo, sarebbe ormai imminente e per alcuni potrebbe essere la svolta per la riqualificazione del sito. «Galbiati sta dando seguito a quello che la Uilm ha detto da subito, sottoscrivendo il contratto di solidarietà, cioè che c'è una imminente vendita», ha commentato il segretario Uilm Uil L’Aquila-Teramo, Angelo Gallotti. «Non conosciamo ancora i termini, ma siamo fiduciosi nei confronti di quello che si sta facendo. Anche noi siamo in attesa, vedremo come andrà a finire e poi commenteremo la vicenda». Più piccata la Fiom Cgil che, non avendo firmato l'accordo per i contratti di solidarietà, ha iniziato una campagna di sensibilizzazione delle istituzioni per fare fronte comune e tutelare i dipendenti. «Il management fa gli interessi degli azionisti», ha evidenziato Roberto Di Francesco (Fiom-Cgil), «noi, come sindacato, proviamo a fare gli interessi delle persone che ci lavorano e del territorio che rappresentiamo. Non è in discussione la buona fede dei dirigenti e le loro capacità, ma troppo spesso le due cose non coincidono. Dal 2009 a oggi, nonostante la buona volontà dei dirigenti, in questo sito abbiamo perso più di 600 posti di lavoro e 7 anni di cassa integrazione in 10 anni. Non è una vertenza che si può risolvere all'interno del management e dei cancelli della fabbrica. Va portata fuori, deve intervenire il governo e parlare con la proprietà, per fare chiarezza sulle prospettive, sia occupazionali che di qualità del sito. Da parte nostra non si accetteranno ulteriori tagli».
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