LFoundry, l’accordo non c’è Oggi continua la trattativa

23 Marzo 2021

AVEZZANO. Non si trova ancora l’accordo per l’organizzazione del lavoro in LFoundry. C’era molta attesa per l'incontro di ieri tra azienda e sindacato: invece tutto si è concluso con un nuovo rinvio,...

AVEZZANO. Non si trova ancora l’accordo per l’organizzazione del lavoro in LFoundry. C’era molta attesa per l'incontro di ieri tra azienda e sindacato: invece tutto si è concluso con un nuovo rinvio, che però questa volta sembra essere determinante. Nei giorni scorsi la tensione tra le parti era arrivata alle stelle. I vertici dello stabilimento, dove si producono memorie volatili, avevano proposto di incrementare le giornate lavorate con altre 24 ore che però non intendevano pagare ulteriormente. Il sindacato ha alzato subito un muro, criticando le modalità di dialogo dell’amministratore delegato Marcello D’Antiochia con i 1.400 dipendenti e dicendo no all’ipotesi. Ieri, però, la situazione è cambiata. Nella riunione fiume, iniziata ieri mattina e terminata dopo le 21 con la stesura di un documento presentato dal sindacato all’azienda, le parti hanno fatto un passo in avanti.
L’accordo ancora non c'è, però sia l’azienda, sia i rappresentanti delle organizzazioni sindacali si sono detti pronti a trovarlo nel giro di pochi giorni. «Da questa mattina (ieri per chi legge) ci siamo messi di buona lena per poter trovare un accordo per l’organizzazione del lavoro in LFoundry», ha spiegato Antonello Tangredi, segretario provinciale della Fim Cisl, «noi chiediamo il rispetto delle regole e stiamo lavorando per questo. Va detto che, come sindacato, siamo stati uniti nel trovare varie ipotesi, sempre nell’interesse dei lavoratori. Abbiamo preparato un documento da sottoporre all’azienda, lo discuteremo insieme domani mattina (oggi per chi legge)». La proposta dell’azienda di aggiungere altre 24 ore a quelle lavorate, senza però ulteriore retribuzione, sembra per il momento essere sfumata. Come quella del sindacato che, nella controproposta, aveva chiesto di pagarle al 55 per cento. Ognuno ha fatto un passo ulteriore e oggi si ripartirà da qui per trovare una soluzione. L’intenzione di tutti è di sciogliere questo nodo e poi parlare della turnazione, per la quale sembra già esserci unione di intenti. Azienda e sindacato vogliono mandare in pensione la formula “quattro più quattro” (4 giorni di lavoro e quattro di riposo), applicando a tutti i 900 turnisti il “due più tre” (due giorni di lavoro e tre di riposo) già sperimentato in azienda.
«La trattativa era partita in un modo ed è diventata molto complessa», ha precisato Michele Paliani, segretario nazionale Uilm Uil, «c’è un’intesa di massima su quello che si vuole fare: siamo alla stesura del documento che sembra banale ma non lo è. Ci auguriamo che non ci siano ulteriori sorprese da parte dell’azienda. Ci saremmo aspettati che non rifiutassero tutte le nostre proposte che non erano solo di carattere economico». La riunione è aggiornata alle 8.30 di oggi. L’azienda dovrà esaminare il documento inviato dalle organizzazioni sindacali e poi riprendere la trattativa per trovare insieme una soluzione.
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