LFoundry, la Fiom: subito il tavolo di monitoraggio

Cresce l’allarme per l’annunciata cessione della gestione delle relazioni coi clienti Il sindacato: «Così la fabbrica rischia di essere destinata solo alla produzione»
AVEZZANO. «Il tavolo di monitoraggio su LFoundry va convocato immediatamente». È allarmante l’appello lanciato dalla Fiom-Cgil sul futuro dello stabilimento del nucleo industriale di Avezzano. A dieci giorni dall’annuncio dell'amministratore delegato, Marcello D’Antiochia, della cessione di un ramo d’azienda alla Sparc Eu le organizzazioni sindacali sono sempre più preoccupate. In particolare si teme che il passaggio della gestione delle relazioni con i clienti alla società tedesca possa trasformare il sito di Avezzano in una fabbrica destinata solo alla produzione. «LFoundry di Avezzano ha avviato una procedura di cessione di ramo d’azienda che nei fatti, scorporando la parte che si occupa della gestione dei rapporti con i clienti, relega sempre più lo stabilimento al ruolo di mero sito produttivo», hanno spiegato i rappresentanti della Fiom- Cgil provinciale. «È quanto emerso in occasione dell’incontro dei giorni scorsi per l’esame congiunto relativo alla procedura che, pur interessando un numero ridotto di lavoratori, ha risvolti industriali critici nonché un impatto sulle persone direttamente toccate. Si è infatti appreso che i 5 lavoratori coinvolti nella cessione saranno gli unici dipendenti della sede italiana di una società tedesca». Secondo i rappresentanti della Fiom è preoccupante il fatto che «nel luglio 2019 LFoundry di Avezzano, che opera nel settore dei semiconduttori e la cui produzione prevalente è quella di sensori ottici per il settore dell’automotive, sia stata acquisita da una realtà cinese la cui denominazione occidentale è Sparc. L’acquisizione è avvenuta quando i lavoratori dello stabilimento erano in regime di contratto di solidarietà a causa di un accordo che non fu condiviso dalla Fiom proprio perché apriva la strada a un processo di vendita “al buio” che ha portato all’attuale situazione. A quasi 2 anni da quella acquisizione lo stabilimento non ha visto l’ingresso di nessuna nuova commessa, le attuali produzioni hanno carattere di sostanziale mono-committenza e sono entrate in una fase di progressiva riduzione». La Fiom-Cgil ha ricordato poi che nei giorni scorsi il presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha dichiarato che il settore dei semiconduttori è strategico per il Paese, tanto da aver esercitato il Golden power per un’azienda italiana che era sul punto di finire in mano cinese. «Ci si aspetta che, in coerenza con le dichiarazioni di Draghi, la Regione e il ministero dello Sviluppo economico, più volte sollecitati a monitorare i processi in atto alla LFoundry», ha concluso la Fiom, «convochino con urgenza un tavolo specifico, e nelle more della convocazione istituzionale sarebbe opportuno non procedere con la cessione di ramo d’azienda».
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