LFoundry, no al ritorno alle 8 ore Salta la firma del documento

I sindacati propongono turni con due giorni di lavoro e tre di riposo e invocano più chiarezza sul futuro Di Francesco (Rsu Fiom): «Modello già sperimentato con miglioramenti sulla produttività»
AVEZZANO. I sindacati si rifiutano di firmare il documento per un ritorno a un modello lavorativo basato su turni da 8 ore. E propongono a LFoundry una turnazione con due giorni di lavoro e tre di riposo. È ancora tutta in salita la strada che porta verso l’accordo per il futuro dei 1.500 dipendenti del sito, tra i più grandi d’Abruzzo. Dopo aver ascoltato la voce dei dipendenti in assemblea, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno incontrato i vertici aziendali per cercare insieme una strada comune da percorrere. Il taglio del costo del lavoro che vorrebbero i capi di Wuxi, start-up cinese che a luglio scorso ha acquistato il 100% delle quote di LFoundry, sarebbe però solo la punta dell’iceberg. Prima ci sarebbero altre questioni da affrontare, sulle quali l’azienda, dopo gli annunci da parte del numero uno del sito di Avezzano, Marcello D’Antiochia, sembra non voler fornire dettagli.
IL NUOVO INCONTRO. Si sono seduti intorno a un tavolo nella sede di Confindustria all’Aquila i segretari provinciali di Fiom-Cgil, Elvira De Sanctis, Fim-Cisl, Antonello Tangredi, Uilm-Uil, Angelo Gallotti, e Failms-Cisal, Fernando Di Gianfilippo, le Rsu di stabilimento e il vicepresidente Fabrizio Famà, il direttore del personale Alessandro Albertini e il responsabile delle relazioni industriali, Fabrizio Felli. L’obiettivo era quello di ascoltare qual era il parere dei lavoratori, raccolto nelle assemblee delle scorse settimane dopo la proposta dell’azienda di virare verso le 8 ore e stabilire insieme tempi e modi di applicazione di un eventuale turnazione che sarebbe dovuta partire dal primo giugno, giorno in cui terminerebbe la cassa integrazione. Il confronto, però, si è concluso dopo una lunga discussione con un nulla di fatto e il tutto è stato rinviato a un nuovo appuntamento fissato per venerdì 28 febbraio sempre nella sede di Confindustria nel capoluogo.
LA BOCCIATURA. La proposta dell’azienda di cambiare la turnazione non è piaciuta ai lavoratori. I sindacati hanno infatti riferito che i dipendenti non intendono rinunciare ai benefici delle 12 ore, ma sono disposti a optare per un turno con due giorni di lavoro (giorno-notte), uno smontante e due riposi. Sull’ipotesi lanciata dalle parti sociali, però, i vertici del sito si è riservata di riflettere. «Non abbiamo firmato il documento perché i lavoratori non sono d’accordo sulla proposta aziendale», ha commentato Roberto Di Francesco, Rsu Fiom-Cigl, «è chiaro che si aspettavano una controproposta e noi abbiamo suggerito la turnazione due più tre. In via sperimentale, è già stata provata in fabbrica e c’è stato un evidente miglioramento rispetto al turno attuale, sia per la produttività che per l’efficienza. Va detto però che la discussione sull’orario di lavoro è riduttiva, ci si sta concentrando sulla turnazione quando in realtà vogliamo capire il lavoro che dobbiamo fare e soprattutto come dobbiamo farlo. Inoltre, non vogliamo escludere i giornalieri, di cui si è parlato poco in questo periodo».
LA CONTROPROPOSTA. La soluzione per la turnazione, quindi, sarebbe per il sindacato l’ampliamento di un orario già sperimentato da alcuni dipendenti. Ma per gli esponenti di Fiom- Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e Failms-Cisal bisogna prima affrontare altri temi strategici per il sito, come nuovi clienti e futuri prodotti. «Abbiamo rigettato il documento aziendale per due motivi principali», ha spiegato Monica Di Cola, Rsu Uilm-Uil, «la conoscenza dei dati industriali, che è elemento imprescindibile per affrontare una discussione seria sulla tenuta e sul futuro dello stabilimento; inoltre, per quanto riguarda la turnazione è già attivo l’accordo del 30 maggio 2018. L’applicazione di tale turnazione assorbirebbe anche l’eccesso di ore dell’intero stabilimento. Va quindi aperta una discussione seria e concreta con tutte le parti».
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