LFoundry, s’infiamma lo scontro sindacale

9 Novembre 2018

AVEZZANO. Salta l’incontro al ministero per lo Sviluppo economico sul caso LFoundry-Smic e le organizzazioni sindacali si scagliano l’una contro l’altra. Non è stato chiarito nelle poche righe che...

AVEZZANO. Salta l’incontro al ministero per lo Sviluppo economico sul caso LFoundry-Smic e le organizzazioni sindacali si scagliano l’una contro l’altra. Non è stato chiarito nelle poche righe che Giampietro Castano, responsabile del Mise, ha inviato alle istituzioni, all’azienda e alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Fismic e Failms Cisa perché l’attesissimo incontro di mercoledì sia saltato, ma ciò fuori dai cancelli dell’azienda ha surriscaldato gli animi.
Ieri la Fiom-Cgil, che non ha firmato l’accordo sui contratti di solidarietà che partiranno dal primo dicembre, ha apostrofato come «grave» il comportamento del Mise e ha chiesto immediatamente una nuova data alla luce degli ammortizzatori sociali richiesti e del rischio di 450 esuberi scongiurato per i prossimi 18 mesi grazie proprio all’intesa trovata.
«La Fiom ha chiesto formalmente al Mise di conoscere le motivazioni alla base di tale disdetta, giudicando delicata e incerta la situazione della più importante realtà industriale e occupazionale della Marsica», hanno spiegato dalla segreteria regionale, «premesso che chi ha determinato questa incresciosa situazione è chiamato ad assumersene ogni responsabilità di fronte ai lavoratori. La Fiom si impegna a richiedere un nuovo incontro al Mise, affinché lo stato di salute dello stabilimento e le sue reali prospettive per il futuro siano oggetto di un attento approfondimento da parte del ministero dello Sviluppo economico».
Per la Fim-Cisl, però, ad aver fatto cancellare dall’agenda del Mise l’incontro sul futuro di LFoundry sarebbero stati proprio i vertici di Fiom-Cgil, come avevano lasciato intendere – senza però far nomi – anche Michele Paliani (Uilm-Uil) parlando di «un grave errore strategico».
«Questa è la crisi peggiore da 20 anni a questa parte», ha evidenziato Antonello Tangredi (Fim-Cisl), «ma grazie all’accordo fatto saranno tutti dentro per 18 mesi e nessuno sarà licenziato. L’incontro al Mise, in ogni caso, è stato fatto saltare dalla Fiom Cgil, con l’appoggio di qualche politico, perché vogliono portare l’accordo al ministero del Lavoro per ridiscuterlo di nuovo. Tutto questo è da irresponsabili. Fim, Uilm, Fismic e Failms chiederanno di riconvocare il tavolo al Mise». Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario nazionale Fim Cisl Nicola Alberta che ha chiarito di «aver sollecitato nel più breve tempo possibile la riconvocazione del confronto a livello ministeriale insieme a Regione e amministrazioni locali, per la verifica del piano industriale di LFoundry e delle strategie del gruppo cinese Smic che controlla l’azienda».
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