LFoundry, sciopera il 90% dei dipendenti

Gallotti (Uilm): «L’azienda prenda posizione su questa emergenza». Domani incontro alla Fiamm
AVEZZANO. Il 90% dei lavoratori di LFoundry incrocia le braccia contro il mancato dimezzamento della produzione. Un’adesione massiccia è stata registrata nei primi tre turni di sciopero nell’azienda più grande della provincia dove i sindacati avevano chiesto, per fronteggiare l’emergenza coronavirus, una diminuzione del 50 per cento della produzione. Nell’azienda, che produce memorie volatili, infatti, 400 dipendenti sono a casa grazie allo smart-working, mentre altri mille stanno lavorando. Per assicurare condizioni di sicurezza, le organizzazioni sindacali avevano chiesto ai vertici aziendali un incontro che non c’è mai stato e per questo venerdì hanno proclamato uno sciopero che terminerà domani sera alle 20. «Una posizione da prendere condivisa da tutta la Rsu», ha commentato Angelo Gallotti, segretario Uilm-Uil, «come segreteria, l’abbiamo sostenuta per smuovere l’azienda e fargli prendere una posizione in merito a questa emergenza. È chiaro che l’adesione massiccia è un segnale positivo perché, dopo tanti anni, è la prima volta che in LFoundry i lavoratori sono uniti».
Ieri hanno aderito allo sciopero anche i dipendenti interinali dello stabilimento di Avezzano. La segreteria provinciale di Nidil-Cgil ha deciso di sostenere l’astensione dal lavoro per lanciare un segnale forte all’azienda. «C’è sembrato importante come Fiom-Cgil e come Nidil unire gli operai nell’affrontare questa emergenza coronavirus», ha precisato Elvira De Sanctis, segretaria provinciale Fiom-Cgil, «è importante poter dare uno strumento per tutelare la loro salute qualora ritenessero di non sentirsi sicuri sul posto di lavoro. L’incontro che come organizzazioni sindacali e Rsu abbiamo chiesto all’azienda avrebbe affrontato anche questo tema, in mancanza della discussione però abbiamo deciso di proclamare lo sciopero».
Al primo turno di sciopero ha aderito l’85% dei dipendenti, al secondo 95% e, al terzo, ieri sera, oltre il 90%.
«Come Rsu abbiamo provato in vario modo a convincere l’azienda a una rotazione che prevedesse meno presenza in stabilimento di persone provenienti da varie province abruzzesi e limitrofe», ha evidenziato Andrea Campione, Rsu Uilm-Uil, «ma la direzione di LFoundry non si è mai resa disponibile a questa ipotesi. Stiamo vivendo un momento drammatico e la paura diffusa è la risposta dei dipendenti della nostra azienda a questo sciopero. Auspichiamo un confronto con l’azienda nei prossimi giorni per trovare soluzioni che ambiscano a tenere la linea produttiva attiva facendo sentire i dipendenti un po’ più al sicuro».
Domani, intanto, è previsto anche un incontro in Fiamm-Siapra tra azienda e organizzazioni sindacali per discutere eventuali iniziative da prendere anche nella fabbrica delle batterie alla luce dell’emergenza Covid-19.
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