LFoundry, scontro sulla cassa integrazione

29 Maggio 2020

L’azienda chiede altre 5 settimane. No dei sindacati che vogliono il prolungamento dello smart working

AVEZZANO. No a una nuova cassa integrazione nello stabilimento LFoundry, sì all’organizzazione del lavoro senza picchi produttivi e con lo smart-working.
È questa la posizione dei rappresentanti sindacali dell’azienda che, dopo un incontro con i responsabili dello stabilimento, hanno comunicato ai 1.500 dipendenti del sito, dove si producono memorie volatili, la loro intenzione di non accettare altre cinque settimane di cassa integrazione previste dal decreto “Cura Italia” per fronteggiare gli effetti negativi dell’emergenza coronavirus.
«Ci siamo incontrate con la direzione aziendale per effettuare l’esame congiunto sulla nuova richiesta di cinque settimane di cassa integrazione Covid-19», nella stessa riunione sono stati richiamati anche gli argomenti principali in discussione in queste settimane sulle quali è stato avviato un confronto».
Nello specifico le rappresentanze sindacali unitaria hanno chiesto più volte all’azienda di conoscere il piano industriale e di sapere in che modo verranno investiti i 18 milioni di euro che i nuovi proprietari della Wuxi hanno annunciato, a fine 2019, di voler mettere sul piatto per Avezzano.
«Per quanto riguarda la cassa integrazione il sindacato non ha assecondato la richiesta aziendale in quanto non accompagna un rallentamento delle attività, cosa più volte richiesta nelle precedenti riunioni soprattutto alla luce di quanto verosimilmente accadrà nei prossimi mesi, cioè un rallentamento imposto dal calo di richieste nella nostra catena di fornitura. Per lo stesso motivo abbiamo, a maggior ragione, rigettato la tesi secondo la quale il personale di supporto, già in smart-working per distanziamento sociale, avrebbe dovuto comunque accollarsi dei giorni di cassa integrazione e non vi è necessità alcuna perché questo accada».
Secondo i rappresentanti sindacali, «è necessario evitare i picchi produttivi in accordo con i clienti e stabilirsi su ritmi più bassi ma duraturi così da mantenere un minimo di distanziamento sociale, questa gestione dei “diretti” va accompagnata da un prolungamento dello smart-working al 100 per cento laddove possibile, almeno fino al termine della dichiarata emergenza sanitaria».
I vertici dell’azienda e le organizzazioni sindacali hanno deciso di avviare una fase di confronto, per tutto ciò che riguarda l’organizzazione del sito industriale avezzanese, che verrà portata avanti nelle prossime settimane.
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