LFoundry, si tratta sullo smart working

I sindacati chiedono il lavoro agile per amministrativi e formazione. Arriva l’apertura dell’azienda
AVEZZANO. Azienda e sindacato al lavoro per regolamentare lo smart working nella LFoundry di Avezzano. Dopo l'emergenza Covid, che ha costretto migliaia di dipendenti a rimanere a casa e lavorare da remoto, sono molte le imprese che stanno riorganizzando la propria gestione interna tenendo conto delle novità introdotte durante i mesi di pandemia. Nelle scorse settimane si sono tenuti degli incontri preliminari che hanno permesso alla grande azienda L Foundry, dove si producono sensori e memorie volatili, di prendere in esame la possibilità di prorogare il lavoro agile per parte dei 1.400 dipendenti dello stabilimento. «Stiamo discutendo su come poter regolamentare lo smart working in azienda», ha spiegato Roberto Di Francesco, rsu Fiom - Cgil, «si tratterebbe di utilizzarlo in particolare per tutti coloro che sono in amministrazione e possono continuare a lavorare anche da casa. Abbiamo proposto nell'incontro di oggi (ieri per chi legge, ndc) all'azienda di estenderlo anche ai dipendenti della produzione che devono fare formazione, ma abbiamo ricevuto per ora un no. La trattativa continuerà anche nelle prossime settimane al fine di arrivare a un'intesa». Dopo il cambio turnazione e il contratto di espansione, le organizzazioni sindacali avevano annunciato di voler puntare sullo smart working per offrire la possibilità anche ai dipendenti di LFoundry di poterne usufruire.
Dal primo settembre il lavoro agile legato all'emergenza Covid è cessato, ma l'azienda ha deciso ugualmente di dare la possibilità a chi lo osservava di continuare a farlo in attesa di un regolamento definitivo. I sindacati hanno presentato una bozza di accordo in cui vengono elencati tutti i benefici che si avrebbero – sia dal punto di vista della proprietà, sia del dipendente – dall'ingresso ufficiale dello smart working in LFoundry. «La discussione sta proseguendo in modo positivo», ha evidenziato Monica Di Cola, rsu Uilm - Uil, «l'azienda ci ha confermato che continuerà a utilizzare la modalità di smart working usata già dopo la fase pandemica. Noi siamo certi che in un'azienda come LFoundry il lavoro agile potrebbe fare la differenza e offrire l'opportunità al dipendente di diminuire per esempio permessi e assenze legate a particolari situazioni e alla proprietà di risparmiare sulle bollette e di recuperare degli spazi che potrebbe essere utilizzati per ampliare le produzioni». (e.b.)

