LFoundry, sindacati in allarme
La Cisl: a partire da ottobre ci sarà un nuovo calo della produzione
AVEZZANO. «Nuovo calo della produzione del 25 per cento a partire da ottobre per LFoundry». Il grido d’allarme è stato lanciato da Antonello Tangredi, segretario Fim-Cisl, preoccupato per le sorti della seconda azienda più grande d’Abruzzo. Dopo due anni e mezzo di contratti di solidarietà i 1.500 dipendenti attendono di conoscere il loro futuro sul quale ancora regnano troppe incertezze.
«Dalla preistoria industriale, sono passati tanti anni, tante persone, tanti di milioni di dollari, tanti stipendi, tante preoccupazioni, tanti ammortizzatori sociali, tante disavventure industriali e umane, sette passaggi societari», ha precisato Tangredi, «ma, oggi più che mai, una domanda è d’obbligo: cosa faranno qualche migliaio di dipendenti e le loro famiglie fra un paio di mesi? Piano industriale: zero. Investimenti anno corrente: realizzato poco più del 50 per cento. Nuovi prodotti con targa cinese: zero. Calo di produzione del 25 per cento annunciato, a partire dal mese di ottobre prossimo. Disimpegno graduale dell’attuale mono cliente On-Semiconductor. Ascolto delle proposte sindacali fatte all’amministratore delegato: zero».
Tangredi ha chiarito inoltre che «le maestranze, alla fine della lunga maratona di assemblee della scorsa settimana, sono state informate sulla situazione industriale-occupazionale in cui versa lo stabilimento e sono state pre-allertate sulle iniziative che il sindacato unitariamente, intende mettere in atto, compresa quella di accompagnare la prossima riunione al ministero dello Sviluppo economico a Roma (probabilmente entro il mese di settembre), con la proclamazione di un giorno di sciopero e manifestazione davanti al ministero stesso, a sostegno di questa dura vertenza». (e.b.)
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