Liberazione della città dai nazisti, è scontro

14 Giugno 2017

Cialente: «Biondi assente alla festa per i trascorsi con Casapound». La replica: «Pensi a liberare la scrivania»

L'AQUILA. Un post su Facebook infiamma il ballottaggio. Spunto, la cerimonia di deposizione di una corona in piazza Palazzo per celebrare il 73esimo anniversario della liberazione della città dall'occupazione nazista. A un giovane di destra, autore del messaggio non è andata giù la foto pubblicata dal sindaco Massimo Cialente, che ritrae anche il candidato del centrosinistra, Americo Di Benedetto.
«Mi sono confrontato con il comitato e lo staff di Pierluigi Biondi», ha scritto il giovane, «questa manifestazione era pubblica, ma è presente solo il candidato del centrosinistra, Di Benedetto. Non sono stati fatti inviti. Quante ne vedremo fino al 25 giugno?». Il post non è passato inosservato. E giù commenti da più parti. Compreso quello del sindaco, Cialente, che non ha lasciato cadere la palla: «La manifestazione era pubblica ed è stata ampiamente pubblicizzata anche se non ci sono stati inviti. Chi ha una certa sensibilità, non ha fatto mancare la sua presenza, come il presidente di Italia Nostra, Paolo Muzi, e molti esponenti delle forze armate. Anche Americo Di Benedetto ha ritenuto di dover essere presente. Così non è stato per Biondi, che non si è fatto vedere alla cerimonia», rileva Cialente, «certo è difficile che un iscritto a Casapound abbia voglia di celebrare la liberazione dell'Aquila dal nazifascismo».
Affermazioni che non sono andate già al candidato sindaco del centrodestra: «Ciò che scrive Cialente su Facebook non mi interessa: è solo capace di esprimere livore. Come tutti i pre-pensionati farebbe bene a liberare velocemente la sua scrivania. Cialente è per Di Benedetto quallo che Boncompagni era per Ambra a “Non è la Rai”. In politicia esiste la regola della legittimazione dell'avversario. Cialente dovrebbe parlare in via ufficiale, con i comunicati stampa e non fare sempre il leone da tastiera», incalza Biondi, «si sta agitando troppo perché pensava che il centrosinistra ce la facesse al primo turno e non è successo. Adesso comincia a preoccuparsi e reagisce in questo modo scomposto. Sappia che o in caso di vittoria o di sconfitta, andrò comunque a verificare tutto il suo operato negli ultimi dieci anni e le conseguenze delle scelte dell'amministrazione che ha guidato. È forse questo che teme e lo rende così nervoso?».
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