Libertà negata all’economo preso con 15 chili di droga

SULMONA. Restano in carcere le due persone sorprese dalla Finanza mentre scaricavano in un garage un chilo e mezzo di cocaina e 14 chili di hascisc. Il gip del tribunale di Sulmona, Daniele Sodani,...
SULMONA. Restano in carcere le due persone sorprese dalla Finanza mentre scaricavano in un garage un chilo e mezzo di cocaina e 14 chili di hascisc. Il gip del tribunale di Sulmona, Daniele Sodani, dopo aver convalidato l’arresto per l’economo del Comune di Sulmona, Armando Di Pietro, 47 anni, e per il 40enne romano Adriano Esposito, hanno deciso che i due devono restare ancora in carcere. Una decisione mirata a evitare un eventuale inquinamento delle prove ma soprattutto per consentire agli inquirenti di proseguire nelle indagini. Anche e soprattutto alla luce delle dichiarazioni rese davanti allo stesso magistrato e alla pubblica accusa dal dipendente comunale Di Pietro.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia l’economo avrebbe fornito ampia collaborazione agli inquirenti, indicando sia i destinatari del consistente carico sia gli eventuali consumatori, tra i quali nomi eccellenti e insospettabili della cosiddetta Sulmona bene. E in queste ore, proprio per fare le cose per bene in una vicenda molto delicata, sono in corso controlli incrociati sulle utenze telefoniche dei due arrestati ai quali sono stati sequestrati i telefonini. Si controllano telefonate e messaggi whatsapp che Di Pietro ed Esposito avrebbero avuto nelle ore precedenti all’arresto. I destinatari, quelli cioè che si sarebbero occupati della distribuzione dell’ingente quantitativo di droga sarebbero almeno tre, uno dei quali intuito il pericolo che stava correndo, si sarebbe reso uccel di bosco facendo perdere le sue tracce. Mentre la lista dei possibili acquirenti sarebbe molto più lunga e nella quale figurerebbero anche nomi illustri, i cosiddetti insospettabili, come lo era prima dell’arresto, Armando Di Pietro. Ancora da chiarire anche la posizione dell’altro impiegato comunale che al momento dell’irruzione dei finanzieri era presente nell’abitazione del suo economo. Così come sono in corso controlli sul computer sequestrato a Di Pietro nel corso della perquisizione domiciliare eseguita in contemporanea con l’arresto. Gli investigatori infatti, non escludono che l’economo del Comune non abbia detto tutta la verità. (c.l.)
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