Libia, un incontro sull’Islam politico e il terrorismo
L’AQUILA. La Libia, il Medio Oriente, la minaccia terroristica e la minaccia di una guerra dai confini inediti. Quando il terrore diventa non solo un fenomeno globale, ma una condizione che fa...
L’AQUILA. La Libia, il Medio Oriente, la minaccia terroristica e la minaccia di una guerra dai confini inediti. Quando il terrore diventa non solo un fenomeno globale, ma una condizione che fa breccia anche nelle singole realtà locali.
Non fa eccezione neanche L’Aquila, dove, dopo i fatti di Parigi, sono stati disposti dei controlli straordinari in ingresso. Parte proprio da questo contesto il confronto al Palazzetto dei Nobili promosso dall’associazione “L’Aquila che rinasce” e dal Centro studi Geopolitica.info. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare la pubblicazione intitolata “Libia 1911-2015” (Miraggi edizioni), frutto del lavoro di un gruppo di studiosi coordinati dal professor Folco Biagini (La Sapienza), che hanno provato a dare una lettura degli eventi che comprendesse sia la dimensione storica degli stessi, sia quella geopolitica. «Siamo in guerra, anche se diversa rispetto alla concezione di guerra cui eravamo abituati», dice l’ex assessore regionale Mimmo Srour, di origine siriana. «Dall’11 settembre in poi stiamo vivendo uno scenario inedito a cui nessuno in occidente era mai stato abituato», spiega. «Stiamo facendo i conti con gli errori gravissimi da parte degli Stati Uniti e dei Paesi che vi sono allineati, a partire dalle ex potenze coloniali». Il riferimento è agli scenari dell’Afghanistan – dove gli americani, per lungo tempo, hanno armato le popolazioni locali spingendole a intervenire contro l’ex Unione Sovietica – dell’Iraq, della Siria e della Libia. «C’è da temere l’Islam politico», aggiunge, «niente a che vedere con la religione, ma con i focolai estremisti che sfruttano la religione per tornaconto». All’incontro, organizzato dal giornalista Salvatore Santangelo (coautore del libro sulla Libia) e presentato dal direttore di Laqtv Luca Bergamotto, hanno partecipato anche Gianfranco Giuliante e Arturo Diaconale. Nel volume anche i contributi di Andrea Cartheny, Gabriele Natalizia e Roberto Reali. (fab.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

