«Libretto di fabbricato, sì ma a costi bassi»
L’AQUILA. L’associazione nazional-europea degli amministratori d’immobili (Anammi) in una nota scrive di essere da sempre favorevole «a una “carta d’identità” dell’immobile, che ne fotografi la...
L’AQUILA. L’associazione nazional-europea degli amministratori d’immobili (Anammi) in una nota scrive di essere da sempre favorevole «a una “carta d’identità” dell’immobile, che ne fotografi la storia e le criticità. Ma per promuoverlo questo strumento deve essere strutturato in modo tale da non gravare sui condòmini, già oberati di tasse».
«L’associazione è da sempre favorevole al fascicolo del fabbricato e ha ribadito l’importanza del ruolo dell’amministratore nella sua gestione. Dopo la riforma del condominio del 2012», ha spiegato il presidente dell’Anammi Giuseppe Bica, «oggi esiste un’anagrafe condominiale che raccoglie parte delle informazioni utili per lo stesso fascicolo. Quei dati, se la carta d’identità dell’immobile diventasse legge, dovranno essere gestiti anche in funzione di questo strumento. Dal punto di vista tecnico, è bene ricordare che il fascicolo o carta d’identità dell’immobile è redatto da un tecnico specializzato, incaricato di fornire tutti i documenti relativi alla costruzione, alla struttura, alla staticità, alla sicurezza, all’impiantistica e alle prestazioni energetiche. Consegnato al proprietario dell’immobile, diventerà poi uno strumento di lavoro anche per l’amministratore di condominio che, nell’ambito della sua attività di gestione, è investito della sua “manutenzione” nel tempo. Tuttavia, creare il fascicolo ha i suoi costi, come pure aggiornarlo nel tempo. Questo strumento deve essere strutturato in modo tale da non gravare sui condòmini, che sulla casa già sopportano un notevole carico fiscale e finanziario ecco perché puntiamo sulla totale defiscalizzazione di tutte le spese relative alla carta dell’immobile».

