Libro racconta la tragedia Itavia
Balsorano, alla presentazione anche il primo soccorritore
BALSORANO. Il racconto del primo uomo che arrivò sul luogo della tragedia ha reso avvincente ed emozionante la presentazione del libro di Vincenzo Viola dal titolo “Morte a Serra Alta”. L’autore, attraverso una attenta ricerca, ricca di documentazione, è riuscito a ricostruire le fasi dell’incidente aereo che si verificò la sera del 30 marzo del 1963 quando il DC-3 dell’Itavia si schiantò sul monte Serra Alta causando la morte di 5 passeggeri e tre membri dell’equipaggio. Vittorio Ferrari all’epoca aveva 23 anni. Nonostante siano passati più di 50 anni, con grande lucidità e commozione, ha fatto rivivere i tragici momenti dei primi soccorsi. Ha ricordato l’avvistamento di «strane luci nella Serra Alta verso le 20.30, la sera del 31 marzo» e delle prime notizie della scomparsa del DC-3 dell’Itavia partito da Pescara e mai arrivato a Ciampino. Il giorno successivo, quasi per un presagio, con un amico si diresse verso Serra Alta camminando, con difficoltà, nella neve alta oltre mezzo metro. Dopo molte ore vide la coda dell’aereo e si avvicinò. «C’erano lamiere contorte e bruciate, corpi straziati», racconta Ferrari, «poco distante dal relitto i corpi del pilota e del copilota. Da un faggio pendevano una sciarpa ed un cappotto». Altra testimonianza è stata quella di Davide D’Agostino, ex pilota, amico e compagno di corso di Ernesto Roggero, comandante dell’aereo della tragedia. Il libro è stato presentato nella sala consiliare del Comune di Balsorano alla presenza di Antonio Mancini, presidente dell’associazione “Serra Alta”, Mauro Tordone, sindaco di Balsorano, Lucio Meglio, presidente del Cai di Sora, Osvaldo Polito, amministratore indipendente della Banca degli Ernici che ha finanziato la stampa del volume e l’autore Vincenzo Viola.
Paolo Guadagni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

