Libro su Collemaggio, tempio del Perdono

15 Giugno 2023

Scritto dal nunzio Orlando Antonini, martedì presentazione e tavola rotonda dedicata a Celestino V

L’AQUILA. Martedì 20 giugno alle 18 nel Palazzetto dei Nobili, tavola rotonda su “Celestino, il Santo del Perdono e della bellezza”. Introduce monsignor Giuseppe Petrocchi, cardinale arcivescovo metropolita dell’Aquila. Sarà l’occasione anche per presentare “Santa Maria di Collemaggio, tempio del Perdono. Guida storico-artistica” del nunzio monsignor Orlando Antonini.
Interverranno Barbara Frale, storica e paleografa dell’archivio apostolico Vaticano su “Il grande Giubileo di Bonifacio VIII e la Perdonanza di Celestino V. Un precedente importante”; Stefania Di Carlo, docente di storia della Chiesa antica e medievale all’Istituto di scienze religiose “Fides et Ratio” dell’Aquila su “Luci e ombre sulla bolla del Perdono aquilano. Celestino uomo di pace”; Orlando Antonini, nunzio apostolico su “San Pietro Celestino promotore di arte e di artisti”; Francesca Pompa di One Group edizioni su “L’Aquila capitale del Perdono, la forza identitaria della comunicazione”.
«Santa Maria di Collemaggio» scrive il nunzio nelle note introduttive al libro, che è ben più che una semplice guida, «assurse a basilica del Perdono giubilare ad appena sei anni dalla sua consacrazione con l’elargizione nel 1294, da parte del nuovo pontefice Celestino V in ricordo della sua incoronazione papale, dell'indulgenza plenaria annuale. Basilica del Perdono confermata tale il 28 agosto 2022 dallo stesso pastore universale Papa Francesco, che ha detto così nella sua omelia: “Che questo tempio sia sempre luogo in cui ci si possa riconciliare e sperimentare quella grazia che ci rimette in piedi e ci dà un’altra possibilità. Sia un tempio del perdono, non solo una volta all'anno, ma sempre. È così infatti, che si costruisce la pace, attraverso il perdono ricevuto e donato”. Fu davanti alla prima chiesa a facciata – arretrata rispetto a oggi – che si svolse su palco esterno, con le autorità religiose e civili di rango (i due re Carlo II e Carlo Martello), prelati e uomini di Chiesa, feudatari e personalità laiche al completo e davanti a una folla straripante, la solenne cerimonia d’incoronazione di Pietro del Morrone a papa, assumendo egli il nome di Celestino V. L’indulgenza fu confermata ed estesa nel 1352 da Innocenzo VI e nei secoli riconfermata più volte dai successivi pontefici. Infine, nella riforma delle indulgenze attuata da papa Paolo VI, quella plenaria aquilana è stata riconfermata in perpetuo con rescritto del primo febbraio 1967 della Penitenzieria Apostolica e segnalata nel sito vaticano per il Grande Giubileo del 2000. Essa dal 1295 a oggi ha raggiunto il numero di ben 728 celebrazioni». (g.p.)
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