Licenze per i taxi, condannata ex dirigente

4 Febbraio 2017

Due anni e 6 mesi alla responsabile di un ufficio del Comune di Pacentro che dava permessi ai non residenti

SULMONA. Era accusata di abuso e falso per aver rilasciato delle licenze per il noleggio di auto con conducente permettendo a decine di autisti di poter fare i tassisti. Ieri è arrivata la condanna del giudice a due anni e sei mesi. Una condanna molto pesante per Fiorella Ionata, originaria di Francavilla ed ex dirigente del Comune di Pacentro dove i richiedenti si erano rivolti per ottenere la licenza. Una sentenza che è stata accolta con delusione e rabbia dall’imputata che tramite il suo legale, l’avvocato Antonietta Pace, ha fatto sapere di essere pronta a impugnarla.

«Non condividiamo la determinazione del tribunale e l’esito del processo», afferma l’avvocato Pace. «Aspettiamo di leggere le motivazioni per capirne i motivi. Ma fin da adesso possiamo dire che faremo ricorso in appello». Tutto è partito nel 2007 da un controllo che la polizia stradale di Pratola effettuò su un taxi in transito. Il proprietario, davanti ai poliziotti, affermò di essere in possesso di regolare licenza che gli era stata rilasciata dal Comune di Pacentro. Una dichiarazione che insospettì gli agenti che avviarono degli accertamenti per capire meglio come il Comune di Pacentro avesse potuto rilasciare una licenza a una persona che risiedeva a Roma. Accertamenti che portarono la stradale di Pratola a denunciare l’ex sindaco di Pacentro Fernando Caparso e altre sette persone tra cui l’ex dirigente Ionata, per abuso d’ufficio e falso. L’ex sindaco riuscì, nel corso dell’inchiesta, a dimostrare la sua estraneità alla vicenda e la sua posizione venne archiviata insieme a quella dei consiglieri di maggioranza. Restò sotto processo, sempre con le stesse accuse, la sola Ionata, in quanto era stata lei, come responsabile dell’ufficio, a firmare materialmente le autorizzazioni e le licenze a persone che non erano residenti in paese. Autorizzazioni che permettevano, a chi riusciva a ottenerle, di poter svolgere regolarmente la professione di tassista sia a Roma sia in altre città italiane, dove era praticamente impossibile averle. E secondo le informazioni raccolte dalla Stradale, sarebbero stati in tanti a servirsi di questo escamotage e a rivolgersi al Comune di Pacentro, per ottenere la licenza in modo molto semplice ed efficace. Licenze che, secondo il giudice, non potevano essere rilasciate. Da qui la sentenza di condanna. (c.l.)

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