Licenziamenti Intecs, si mobilita la rettrice

13 Novembre 2016

Inverardi ha incontrato una delegazione di dipendenti e ha subito avviato i contatti con Lolli

L’AQUILA. Un dramma non solo occupazionale, quello che si palesa dietro i 70 licenziamenti annunciati dalla Intecs. Un dramma di cui la collettività non ha ancora colto la gravità, secondo i ricercatori aquilani che rischiano il posto di lavoro. Il territorio potrebbe perdere quel patrimonio di conoscenze e capacità intellettuali che un tempo girava intorno al nome Technolabs, il laboratorio di ricerca e sviluppo del polo elettronico. Per questo occorre fare sistema tra Università, aziende e istituzioni, per evitare che tale ricchezza vada dispersa. Lo ha compreso la rettrice dell’Università Paola Inverardi, che ha ricevuto una delegazione di dipendenti: «Durante l’incontro», spiegano le Rsu, «i lavoratori hanno esposto alla rettrice sia la storia del laboratorio di ricerca e sviluppo, sia la situazione drammatica in cui è precipitato negli ultimi anni, complice l’incapacità della Intecs di comprendere e mettere a frutto le potenzialità del laboratorio. Nell’apprendere che l’azienda ha recentemente avviato una procedura di licenziamento collettivo di 70 persone su un totale di 98 dipendenti, la rettrice si è detta sorpresa della reale situazione in cui versano il laboratorio e i suoi dipendenti, condizione di cui probabilmente la collettività non ha ancora colto la gravità». Ma cosa si può fare? «La rettrice», aggiungono le Rsu, «ha condiviso con i ricercatori la necessità di fare sistema tra Università, aziende del territorio e istituzioni perché il patrimonio di competenze e conoscenze non venga disperso. L’Università dell’Aquila, essendo punto di attrazione di imprese alla ricerca di specifiche competenze, gioca senz’altro un ruolo importante a livello locale e la collaborazione con le realtà aziendali virtuose non può che giovare all’intero territorio. L’auspicio», concludono le Rsu, «è ora quello di attivare al più presto un tavolo che veda presenti tutti i soggetti istituzionali che possono offrire un contributo concreto a individuare una soluzione al dramma dei lavoratori».

Il primo passo della rettrice Inverardi è stato quello di contattare il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli, per tentare di avviare un percorso comune.

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