Licenziati gli 83 dipendenti della Vesuvius

Arriva la lettera che conferma la chiusura a fine anno: la multinazionale dell’acciaio lascia l’Italia
AVEZZANO. Licenziamento collettivo per i dipendenti della Vesuvius.
Ieri mattina, mentre nel resto della fabbrica si continuava a lavorare regolarmente, dal fax dell’ufficio amministrativo è arrivata la temuta lettera. La multinazionale dell’acciaio ha annunciato agli 83 dipendenti dello stabilimento marsicano che andranno tutti a casa. Nessuno sconto e nessun ripensamento. Solo la conferma di quanto già detto al ministero dello Sviluppo economico dai vertici della società.
«La lettera di licenziamento collettivo è arrivata mentre stavamo lavorando», ha precisato Emiliano Di Salvatore, Rsu di stabilimento. «Ci era stato spiegato senza mezzi termini che entro la fine dell’anno l’azienda chiuderà, ma noi continuiamo a lavorare regolarmente proprio per ribadire la serietà che ha sempre contraddistinto in 30 anni di attività la Vesuvius di Avezzano. Sapevamo che questo documento doveva arrivare, ovviamente non ci ha sorpreso. Abbiamo 75 giorni di tempo per avviare le contrattazioni sindacali e poi verrà cessata l’attività».
Nello stabilimento della zona industriale si continua a lavorare dalle 6 alle 14 o dalle 8 alle 17. Le piastre per gli altiforni, utilizzate in molti siti italiani come per esempio l’Ilva di Taranto, continuano quindi a essere realizzate ad Avezzano, ma già dall’inizio del 2017 la produzione verrà spostata fuori dall’Europa per poi tornare in Polonia quando verrà ultimato lo stabilimento. «Non conosciamo ancora la data esatta della chiusura dell’azienda», ha concluso Di Salvatore. «Tutto dipenderà dalla durata delle contrattazioni sindacali che potrebbero anche andare avanti per settimane. La proprietà ha solo ribadito che andrà via dall’Italia a causa della crisi dell’acciaio e dei problemi legati al mercato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

