Licenziato il terzo operaio in tre mesi

Turno saltato senza preavviso alla Marelli, la Fim-Cisl confida in una soluzione come la conciliazione
SULMONA. Licenziato il terzo operaio in tre mesi alla Magneti Marelli per un turno saltato. Si sta vivendo un'estate rovente nella fabbrica sulmonese più grossa del territorio. Dopo le temperature bollenti nei reparti che avevano spinto la Fiom ad annunciare lo sciopero e l'azienda a correre ai ripari con l'avvio degli interventi su pale ventilatore e tende protettive, arriva il terzo licenziamento in appena tre mesi. Questa volta – alla base del provvedimento drastico – dovrebbe esserci l'assenza senza preavviso o giustificazioni dell'operaio. Spera in una soluzione la Fim-Cisl col segretario interregionale Giampaolo Biondi. «Siamo convinti», fa notare, «che prima di giungere ad una così drastica decisione, sarebbe opportuno provare a percorrere strade di conciliazione, considerando, soprattutto, che dietro una lavoratrice o un lavoratore c’è comunque una famiglia e dei figli che si ritroveranno ad affrontare un dramma così pesante in un periodo di crisi del lavoro specialmente nella nostra provincia. Le lavoratrici ed i lavoratori sono fortemente provati da una turnistica non facile e dalle sfavorevoli condizioni climatiche di questo periodo estivo all’interno dello stabilimento». Per la Fim-Cisl una soluzione potrà arrivare dalle modifiche sui turni previste per settembre, che porteranno «ad un alleggerimento della turnazione per il personale di Sulmona», aggiunge Biondi, «per dare un’attenzione in più alle condizioni lavorative e di sicurezza dentro i reparti produttivi, soprattutto quando sono presenti casi con situazioni fisiche precarie di alcuni lavoratori. Auspichiamo che l’Azienda possa rivedere la propria posizione riguardo al licenziamento». Nei mesi scorsi erano arrivate altre adesioni di sciopero contro i licenziamenti del capo reparto, in servizio da 30 anni, e del lavoratore interinale che era nella sua squadra. Il capo reparto è assistito dall’avvocato Alessandro Margiotta, che ha presentato un ricorso contro il licenziamento. L’interruzione del rapporto di lavoro sarebbe arrivata in seguito alla spedizione nella fabbrica di Cassino – fatta da un operaio interinale (quello poi licenziato) – di due pezzi difettati di telaio per la Stelvio (il Suv dell’Alfa Romeo), che avrebbero dovuto essere scartati. Sul caso è ancora in corso il contenzioso, con l'azienda che si sarebbe mostrata pronta all'accordo.
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