Liceo chiuso da 10 anni Corteo e sit-in di protesta

1 Aprile 2019

La protesta degli studenti dell’Ovidio si concluderà in piazza XX Settembre I lavori nella vecchia sede inagibile sono stati annunciati, ma mai realizzati

SULMONA. Un corteo che finirà con sit-in e manifestazione in piazza XX Settembre. Gli studenti del Liceo Classico Ovidio scaldano i motori per l’iniziativa di sensibilizzazione della chiusura della loro scuola, chiusa dal sisma del 2009. Un tempo infinito per dei ragazzi che sono abituati alle informazioni lampo di oggi e alla velocità di un clic. «Il 6 aprile stiamo ipotizzando un corteo che parta dalla nostra attuale sede fino a quella di piazza XX Settembre, dove terremo delle lezioni all’aperto su Ovidio e leggeremo dei suoi passi per tenere alta l’attenzione intorno alla riapertura», fa notare Francesco Balassone, «rappresentante di istituto, «la nostra voce si farà sempre sentire attraverso ogni canale possibile, il discorso di piazza XX Settembre deve tornare a essere centrale, anche per una rinascita dell’area stessa. La riapertura della sede sarebbe un bene per l’intera comunità sulmonese. La rinascita del nostro territorio passa anche attraverso questa nostra battaglia, nella quale vorremmo esser supportati dall’intera cittadinanza, perché rappresenterebbe nuova linfa vitale per il nostro centro storico». La storica scuola resta appesa alle mancate risposte del Genio civile. Sono ben 17 le richieste di integrazioni arrivate già dall’anno scorso dall’organo statale di controllo e monitoraggio delle opere pubbliche sul progetto inviato dal Comune. I chiarimenti sono arrivati da Palazzo San Francesco, ma il Genio civile continua a non inviare riscontri. «Dieci anni di chiusura sono un tempo infinito che non trova alcuna giustificazione logica», si sfoga lo studente, «il traguardo raggiunto quest’anno è tra le pagine più tristi e vergognose per la nostra città. Un tempo così lungo avrebbe scoraggiato chiunque, ma non noi studenti che, anzi, col passare del tempo acquisiamo sempre più consapevolezza e voglia di tornare nella storica sede. Le dichiarazioni di facciata non attecchiscono più; esigiamo fatti concreti per la nostra scuola, non solo dall’attuale amministrazione, ma da tutti gli enti che si occupano di questa faccenda. Le varie vane promesse fatte non ci tengono più a bada».
I lavori annunciati e mai realizzati prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010, puntando a far salire la percentuale col progetto definitivo. Sono previste perforazioni e armature di muri portanti, solai, pavimentazione e impianti. Ma c’è anche da dire che il numero di aule resterà lo stesso e non sarà possibile neppure ampliare la piccola palestra.
Gli interventi interesseranno anche l’attigua biblioteca comunale, chiusa sempre per inagibilità dal 2009, coi suoi 40mila volumi (alcuni rari e molto antichi) in abbandono.
©RIPRODUZIONE RISERVATA