Liceo classico, altro anno in esilio

Mai aperto il cantiere nella storica scuola, per la Regione colpe della Provincia
SULMONA. Hanno trascorso un altro anno scolastico in una sede che, per quanto confortevole, non è la loro scuola. A oltre sei anni dal sisma del 2009, niente è cambiato per gli studenti del Liceo classico Ovidio. La storica sede di piazza XX Settembre è stata dichiarata inagibile e la scuola, dopo una serie di trasferimenti, è stata sistemata nell’immobile che ospita anche il Liceo artistico. Ma i liceali tornano a protestare. Ieri mattina si è svolta l’assemblea di istituto, a cui ha partecipato l’assessore regionale Donato Di Matteo. La richiesta perentoria, dopo rinvii e false partenze, è che l'edificio in centro storico possa essere riaperto per il 2017, bimillenario della morte di Ovidio. Regione, Provincia e Comune, rispettivamente nelle loro competenze, sostengono di aver assolto i compiti, ma qualcosa si è inceppato e il cantiere non è stato mai aperto. Dal canto suo, l’assessore regionale ha garantito il suo impegno per accelerare l’avvio dei lavori coinvolgendo il prefetto dell’Aquila e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. La Regione ha stanziato 5 milioni e ottocentomila euro per l’edilizia scolastica. «C’è stata una risoluzione approvata in consiglio regionale, con il sostegno del consigliere regionale Andrea Gerosolimo» ha spiegato Di Matteo «adesso bisogna muovere la Provincia per la rendicontazione dei ribassi per i lavori svolti».
Non sono mancate le proteste degli studenti, ormai esasperati dall’esilio.
Chiara Buccini
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