Liceo classico, Casciani respinge le accuse

11 Marzo 2022

Il vicesindaco: «Paghiamo ritardi ed errori che non sono imputabili alla nostra amministrazione»

SULMONA. «La situazione relativa alla storica sede del Liceo classico è ancora molto complicata per i tanti errori fatti dalla precedente amministrazione, per tutta la documentazione che non esiste agli atti e per una serie di altri problemi che stiamo affrontando». Dopo le accuse arrivate dal consigliere provinciale e comunale Maurizio Proietti per lo stallo in cui versa la storica sede scolastica di piazza XX Settembre, la cui facciata presenta infiltrazioni che ne stanno minando la stabilità, l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco Franco Casciani passa al contrattacco puntando il dito sulla passata amministrazione e anche sulla stessa Provincia. «Abbiamo fatto un percorso trasparente andando a vedere tutto ciò che esisteva o non esisteva della precedente amministrazione e a tutte le problematiche riscontrate, anche sul Liceo classico, stiamo ponendo rimedio», spiega Casciani. «Per quanto riguarda gli incontri con la Provincia esistono due verbali che non riguardano l’avvio dei lavori ma l’ultimazione delle opere accessorie al termine dei lavori che oggi sono stati appaltati e che dovranno permettere di utilizzare l’edificio a fini scolastici. Per quello che ci riguarda, al momento non dobbiamo trasmettere nessuna documentazione alla Provincia che deve intervenire provvedendo allo sgombero dei mobili presenti all’interno del liceo classico, altrimenti i lavori non possono iniziare». Per effettuare questa operazione, secondo Casciani, sono necessarie delle risorse extra, circa 100mila euro, che la Provincia non ha a disposizione. «Per risolvere questo ulteriore problema», incalza l’assessore, «abbiamo chiesto all’Ufficio per la ricostruzione di Fossa, un anticipo sui soldi che deve avere il Comune. Poi c’è un iter amministrativo che bisogna rispettare. Ad oggi pur avendo appaltato l’opera, non esiste il deposito del Genio civile, non c’è l’autorizzazione della Soprintendenza né quella dei Beni ambientali propedeutiche al tipo di appalto scelto. Questi sono i fatti, il resto sono tutte chiacchiere. La Provincia prima di parlare degli immobili del Comune come il palazzo che ospitava il Liceo classico», conclude Casciani, «dovrebbe occuparsi degli immobili di sua proprietà come quello che ospitava l’istituto per ragionieri e geometri, i cui lavori sono fermi da anni. E che dire della sede del Liceo scientifico dove va chiusa tutta la parte del porticato per realizzare altre aule». (c.l.)
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