Liceo classico chiuso, scatta l’interpellanza
La richiesta Pd al sindaco: spiegazioni su come finora non siano stati spesi i soldi stanziati per i lavori
SULMONA. La chiusura da oltre dieci anni del liceo classico Ovidio spinge il circolo Pd cittadino a presentare un'interpellanza pubblica al sindaco Annamaria Casini per chiederle lo stato dell'arte sulla storica scuola.
«Alla luce dell’ampio lasso di tempo, 10 anni, trascorso dai gravi danni strutturali causati dal terremoto all’edificio del Liceo classico Ovidio, in seguito ai quali l’immobile è stato dichiarato inagibile e gli studenti trasferiti in altra sede», domandano dal Pd, «chiediamo alla Casini di rendere edotta pubblicamente la cittadinanza dello stato dell’arte. Indicando, se possibile, errori di progettazione eventualmente commessi nel passato con omissioni di controllo da parte degli uffici preposti e tempi di risoluzione delle problematiche in sospeso».
Nella sua interpellanza il Pd sottolinea come la chiusura prolungata della storica scuola di piazza XX Settembre abbia impoverito il centro storico, oltre che peggiorato esteticamente l'aspetto della zona, con la scuola che perde pezzi di intonaco. «Considerato il grave pregiudizio derivatone all’intera città, sia da un punto di vista estetico, visto che ci troviamo in pieno Centro storico, in quella piazza XX Settembre che viene definita il “salotto della città”, che da un punto di vista socio-economico con lo spopolamento della zona in cui, col venir meno dei giovani, si è ancor di più accentuata una crisi a tutt’oggi irreversibile», aggiungono dal Pd, «tenendo soprattutto conto del fatto che i fondi sono stati stanziati da tempo – oltre 4.000.000 di euro – e non si capisce come mai non si riesca a spenderli per l’inizio dell’opera, nonostante una cospicua integrazione – 800.000 euro – promessa dalla Provincia».
Intanto, il Comune nei giorni scorsi ha chiesto alla Soprintendenza di rilasciare il parere formale sul nuovo progetto nel giro di poco, perché da lì si dovrà poi agire di conseguenza. I lavori prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010, con perforazioni e armature di muri portanti, solai. Gli interventi, interesseranno anche l’attigua biblioteca comunale, chiusa sempre per inagibilità dal 2009, coi suoi 40mila volumi (alcuni rari e molto antichi) in abbandono. Ma c’è da dire che il numero di aule resterà lo stesso e che la piccola palestra non sarà ampliata. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

