Liceo classico, ditta esclusa Restano in 5 per l’appalto

14 Marzo 2021

Sulmona, prosegue l’iter per la ristrutturazione della scuola chiusa dodici anni fa Ma a fine mese c’è l’incognita del Consiglio di Stato sul ricorso degli architetti

SULMONA. Tra polemiche e ricorsi al Consiglio di Stato, va avanti la storia infinita della sede storica del Liceo classico inagibile ormai da 12 anni.
L’altro giorno sono stati designati dalla Centrale unica di committenza i componenti esperti della commissione giudicatrice per l’appalto integrato per i lavori di miglioramento sismico della scuola. Si tratta di Sebastiano Ortu di Sulmona ed Eleonora Sablone di Pescara che sono stati scelti su un totale di dodici esperti. L’incarico ai membri esterni ha una durata di due mesi, prorogabile una sola volta. La commissione, costituita con determina dirigenziale, sarà presieduta dal segretario generale del Comune, Nunzia Buccilli.
Nel frattempo una delle ditte in gara è stata esclusa dalla Centrale unica di committenza per degli errori formali emersi nella domanda. Si tratta della Edil Co/Esse ingegneria, società con sede legale in Basilicata.
Restano così in corsa cinque imprese per l’aggiudicazione dell’appalto per i lavori di adeguamento sismico della storica sede di piazza XX Settembre: le sulmonesi Salvatore & Di Meo (insieme alla Meg Costruzioni) e Benedetto Zappa ed i tre gruppi Fratelli Navarra, l’Ati Spaccia/Tecnostrade e l’Ati Cioci/Coid. La gara sta andando avanti anche se l’attenzione è ora rivolta all’udienza, fissata per il 30 marzo, davanti al Consiglio di Stato che dovrà decidere in merito al ricorso presentato dall’Ordine provinciale degli architetti che contesta la parcella destinata al progettista e la sostanziale mancanza della prevalenza delle innovazioni tecnologiche, ritenute necessarie dagli architetti per poter giustificare la procedura dell’appalto integrato scelta dal Comune per uscire fuori dalle sabbie mobili in cui era finito il progetto. Un ricorso che ha suscitato forti polemiche, con un botta e risposta tra l’Ordine degli architetti e l’amministrazione comunale che ha ritenuto l’iniziativa, «pretestuoso e proposto esclusivamente per allungare i tempi di realizzazione del progetto».
Secondo l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella, «il ricorso sarebbe stato proposto dagli architetti più “policitizzati”, particolarmente vicini al Partito democratico di Sulmona, che mirerebbero a far saltare il banco, proprio per non consentire all’amministrazione uscente, di poter rivendicare nella prossima campagna elettorale, lo storico risultato». (c.l.)
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