Liceo Cotugno, cinque classi in cerca di aule

A meno di una settimana dall’inizio delle lezioni non è stata ancora trovata una soluzione definitiva
L’AQUILA. A meno da una settimana dall'inizio delle lezioni, è ancora emergenza Cotugno. A conti fatti anche la soluzione “spezzatino” potrebbe non bastare: all'appello, infatti, mancano almeno 5 aule da reperire, possibilmente nella zona di Colle Sapone. Il dato è emerso ieri durante un incontro tra la Provincia e il Comitato scuole sicure (composto da genitori, docenti e studenti), alla presenza di Vincenzo Calvisi, consigliere provinciale delegato: resta ferma la decisione di far tornare 18 aule nella sede di Pettino (via Da Vinci) e di dislocare le altre 31 classi tra i plessi di Colle Sapone, dove però al momento sono state reperite 26 aule. Intanto, i genitori sembrano contrari alla decisione di far tornare gli studenti nella sede di Pettino, chiusa con una sentenza del Tar per motivi di sicurezza, mentre il presidente della Provincia, Angelo Caruso, rassicura: «Il mio obiettivo è portare prima possibile gli studenti dentro l'ex Optimes per cominciare i lavori della vecchia sede. Vogliamo avviare la ricostruzione delle scuole di nostra competenza».
OPPOSIZIONE. Sulla vicenda scuole tornano anche i consiglieri comunali di opposizione Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) e Giustino Masciocco, Articolo Uno, che tuonano: «Biondi deve ringraziare Cialente. Il sindaco annuncia lo stanziamento, per le verifiche degli edifici, di 300mila euro avvenuto nell’aprile scorso, di 720mila euro per interventi di adeguamento degli edifici scolastici, e di una ulteriore richiesta di 1 milione 300 mila euro, tutti stanziamenti effettuati dalla precedente amministrazione».
NO A PETTINO. La riapertura, seppur parziale della struttura di via Da Vinci, doveva essere preceduta da verifiche tecniche, stando alla sentenza del Tar dei mesi scorsi. Verifiche, di cui, ad oggi, non si ha notizia. «Siamo tutti molto preoccupati», spiega Massimo Prosperococco, rappresentante del comitato, «ci è stato detto che è possibile far rientrare le classi con una semplice ordinanza. Ci lascia stupiti come una sentenza del Tar sulla sicurezza per motivi tecnici possa essere aggirata da un'ordinanza».
VERIFICHE. La Provincia, nella nota di ieri, parla di «rapida ricognizione, con tutte le altre istituzioni, per verificare la ulteriore disponibilità di immobili pubblici fruibili da destinare agli studenti». «Resta assurdo il fatto che ancora non sia stata fatta una precisa ricognizione di aule», commenta Prosperococco, «durante la riunione si è anche parlato dell'ex tribunale di Bazzano».
MICARELLI. Sul tavolo anche l'ipotesi di reperire aule all’istituto Santa Maria degli Angeli, comunemente noto come “Micarelli”, nella zona di Santa Maria di Farfa. L'edificio ristrutturato con un intervento di 4 milioni di euro poggia su isolatori antisismici, ma nonostante le rassicurazioni i genitori dei bambini della scuola, nei mesi scorsi, si sono detti contrari al rientro in centro. «Da quello che abbiamo capito la soluzione non è comunque percorribile perché la struttura, di proprietà del Comune, potrebbe essere utilizzata presto per spostare un'altra scuola», dice Prosperococco. Ad avere bisogno di spazi, infatti, potrebbe essere l'elementare del Torrione.
OPTIMES. Sembrano a buon punto, intanto, le trattative della Provincia con l'Arap per l'ex Optimes dove, previe verifiche tecniche e i necessari lavori di adeguamento, già all'inizio del prossimo anno potrebbero essere spostati gli alunni del Cotugno. «Diamo merito al presidente della Provincia di avere iniziato la procedura di assegnazione dell'ex Optimes», spiegano i genitori. La struttura potrebbe essere, secondo il presidente, «sede di rotazione dell’attività didattica, facendone un edificio strategico ad uso scuole».
COLLESAPONE. Un altro punto interrogativo, infine, si staglia sulla situazione del polo di Acquasanta. «I piani di evacuazione disposti dalla Protezione civile per la zona», dicono i rappresentanti del comitato, «potrebbero essere messi in difficoltà da un sovraccarico di utenza con all'arrivo di circa 800/900 studenti in più del previsto». Rassicura la Provincia: «Abbiamo recepito da parte del Comitato un impegno anche in merito ai piani di evacuazione per le singole scuole».
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