Liceo Cotugno, restano i dubbi sulla vulnerabilità

13 Luglio 2017

Il perito del Tar: «Difficile capire il reale stato di sicurezza sismica dei palazzi» I ricorrenti: «Nell’incertezza restare lì è pericoloso». Udienza fissata il 19 luglio

L’AQUILA. «Si ritiene che lo stato di sicurezza degli edifici e la loro rispondenza alle condizioni di sicurezza rimanga in parte indeterminato. Ciò in mancanza di una quantificazione che, per i corpi A, B,C, D, interessati da una potenziale non conformità di modesta entità, potrebbe essere effettuata anche con calcoli semplificati e di confronto con le verifiche sismiche del 2013. Mentre richiederebbe specifici calcoli e valutazioni per il corpo F».
La perizia (sugli atti) disposta dai giudici del Tar sulla stabilità o meno, in caso di sisma del liceo Cotugno a Pettino, non sembra chiarire le perplessità e, forse, ne pone altre.
A questo punto i ricorrenti si chiedono, se, nel dubbio, con il pericolo di forti terremoti sempre incombenti nei prossimi anni, ci sia qualcuno in grado, giudici compresi, di prendersi la responsabilità di tenere in quei locali oltre mille ragazzi. Il verificatore nominato dal Tar, dunque, non prende una posizione netta. Ma, nell’ambito dell’esame tecnico, ci sono dei punti fermi. L’esperto ha dichiarato che, se si prendono come base le risultanze della relazione commissionata dalla Provincia nel 2013 all’ingegner Irene Catana, con riferimento alla sicurezza statica alcuni corpi del complesso scolastico, non si soddisfano i criteri minimi stabiliti dalle norme; il corpo F non li soddisfa neppure se i carichi accidentali (alunni, professori e personale) venissero ridotti del 50%. In particolare, il tecnico ritiene che sarebbe necessario un 20% in più di resistenza per far sì che la struttura risulti adeguata.
Le prove di carico fatte per conto della Provincia hanno dato esito positivo, ma il verificatore ne ha sottolineato la non elevata rappresentatività per la valutazione di sicurezza dei pilastri dei livelli inferiori o dell'intera struttura, come del resto già evidenziato dallo stesso tecnico, l’ingegnere Giuseppe Pace. Questi ha predisposto la relazione sulla base della quale la pubblica amministrazione ha adottato il provvedimento di interdizione di parte della struttura. I dati acquisiti dal verificatore non sono sufficienti a consentirgli di affermare o escludere che l’ingegnere Catana abbia utilizzato i più corretti coefficienti di calcolo. La decisione sul ricorso, presentato dagli avvocati Luciano Dell’Orso e Rosario Panebianco, verrà presa il 19 luglio o, al massimo, il giorno successivo. Va precisato che i genitori evidenziano nel ricorso la mancata adozione di un'effettiva riduzione dei carichi accidentali da parte della Provincia, poiché - a loro dire - si è solo operata una redistribuzione di essi all'interno dei corpi tuttora utilizzati, che hanno continuato ad ospitare un numero di alunni pari (in alcune zone anche maggiore) a quanto accadeva in precedenza. La richiesta, ovviamente, è quella di dichiarare non idonei quei locali e di trovarne altri prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.
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