Liceo Ovidio, bloccati i lavori di ristrutturazione

A oltre otto anni dalla chiusura si attende ancora il via libera del Genio civile Il Comune: dopo il nulla osta approveremo subito il progetto esecutivo
SULMONA. A più di otto anni dalla chiusura, si attende ancora il via libera definitivo da parte del Genio civile per iniziare gli interventi sulla storica sede del Liceo Classico Ovidio in piazza XX Settembre. Proprio in questi giorni l’ente ha richiesto ulteriori integrazioni al Comune, che dovranno essere spedite entro dieci giorni. L’auspicio, poi, è che non ci siano altri intoppi, anche se negli appalti pubblici il contrattempo è quasi una norma.
«L’intenzione è quella di avviare le pratiche per il bando quanto prima», confermano dall’amministrazione comunale. «Ora bisogna ottenere l’ok del Genio civile e poi si potrà fare il progetto esecutivo dei lavori che approveremo in giunta in pochissimo tempo e che dopo dovrà seguire i tempi tecnici di una gara in cui la priorità sarà data al miglioramento progettuale, più che al contenimento dei costi». Intanto a maggio era arrivata la nomina della commissione giudicatrice per l’appalto. Dal sisma del 2009 si rimette mano all’iter degli interventi sulla scuola di piazza XX Settembre, con la gara di appalto per affidare la direzione dei lavori fatta a gennaio dal Comune.
Sarà l’architetto Emilio Cianfaglione a dirigere gli interventi. Sull’albo pretorio del sito istituzionale del Comune di Sulmona è stata pubblicata la commissione di gara composta dal dirigente del quarto settore Amedeo D’Eramo e da due funzionari, Alessio Caputo e Barbara D’Aprile. L’incarico ha una durata pari a tre mesi dalla data d’insediamento della commissione, fermo restando che il termine può essere prorogato solo una volta, per giustificati motivi.
Il 6 aprile ha totalizzato gli otto anni di chiusura lo storico istituto di piazza XX Settembre che versa nell’abbandono più totale dal terremoto del 2009, coi calcinacci ormai caduti sulle scale transennate, dopo la neve dell’inverno scorso. La scuola – secondo l’ultimo cronoprogramma stilato a ottobre 2015 – doveva essere pronta a settembre 2016. Ma da allora nulla è cambiato, anzi lo stato di abbandono in cui versano i locali – riaperti proprio in occasione di quell’annuncio – comincia a trasparire anche da fuori, tra calcinacci e perdite di acqua lungo le pareti esterne. A gennaio del 2016 la giunta regionale ha sbloccato i 2 milioni e 100mila euro, frutto di precedenti economie accertate dalla Provincia, che si vanno ad aggiungere ai 2 milioni e 17mila euro della delibera Cipe del 6 agosto 2015, con cui si finanziava la messa in sicurezza delle scuole fuori e dentro il cratere.
Col via libera della Regione, tutt’altro che scontato visto che si tratta di un edificio storico e vincolato che dovrà rispettare i parametri di sicurezza all’80 per cento (così come dispongono le nuove norme in materia di mitigazione del rischio sismico), si sarebbe dovuto dare avvio al cronoprogramma dei lavori. Gli interventi sarebbero dovuti durare un anno, appena in tempo per il Certamen ovidianum e soprattutto per le celebrazioni del bimillenario di Ovidio. In realtà è tutto fermo.
I lavori prevedono miglioramenti per un minimo del 70% di adeguamento alle norme antisismiche del 2010, puntando a far salire la percentuale col progetto definitivo e non esecutivo che andrà a bando sull’intera struttura. Sono previste perforazioni e armature di muri portanti, solai, pavimentazione e impianti. Ma c’è anche da dire che il numero di aule resterà lo stesso e la piccola palestra anche. Gli interventi interesseranno anche l’attigua biblioteca comunale, chiusa sempre per inagibilità dal 2009, coi suoi 40mila volumi (alcuni rari e molto antichi) in abbandono.
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