LICEO SCIENTIFICO VITRUVIO

20 Febbraio 2019

AVEZZANO . Quando il popolo chiama, il sindaco deve accorrere… soprattutto se il popolo in questione è un gruppo di giornalisti in erba pieni di domande. E così è stato. Gabriele De Angelis, sindaco...

AVEZZANO . Quando il popolo chiama, il sindaco deve accorrere… soprattutto se il popolo in questione è un gruppo di giornalisti in erba pieni di domande. E così è stato. Gabriele De Angelis, sindaco di Avezzano, ha accettato di rispondere alle curiosità dei Giornalistudenti del Liceo Scientifico Vitruvio, affrontando i più svariati temi: la città del futuro, la competizione tra territori, la disaffezione dei giovani verso la politica.
Agente assicurativo a 22 anni, politico da qualche anno: da ragazzo immaginava di diventare questo?
«Mio padre era un paracadutista militare, e quando avevo 7 anni morì in un incidente: per questo ho imparato a cavarmela da solo. Mentre ero in Accademia militare a Modena conobbi un amico, consulente finanziario: così, un po’ per gioco, mi sono buttato in questo settore scoprendo quella che sarebbe diventata la mia professione, che da due anni (sorride) faccio sempre meno, perché l’incarico di sindaco è molto assorbente. Sembra sia stata una scoperta fortuita, ma nella vita nulla avviene per caso: sta a noi avere il coraggio e l’abilità di cogliere l’occasione che ci si presenta davanti».
Quali sono le qualità che un sindaco dovrebbe avere? Lei sente di averle o di doversi migliorare?
«Sento di dovermi migliorare moltissimo. Tra le qualità del sindaco devono esserci capacità di ascolto, di analisi e di sintesi, nonché il coraggio di decidere con lungimiranza. Ci sono due tipologie di amministrazione: quella che ricerca soluzioni logiche per tutti nel breve periodo, che ottiene immediato consenso; quella che si proietta nel futuro, con il rischio di incontrare la resistenza dei cittadini. Oggi la competizione si gioca tra territori: un territorio moderno e all’avanguardia attirerà maggiormente investitori e turisti, con ovvie ricadute positive».
A proposito di ricadute positive: la realizzazione della pista ciclabile comporta un’importante svolta nella vita cittadina. Come sensibilizzare la popolazione al cambiamento?
«Oggi molte città in Italia e in Europa si stanno attrezzando per questo tipo di mobilità, quindi la realizzazione della pista ciclabile è stata un atto amministrativo logico e semplice, avendo già i finanziamenti. Il progetto prevede la ciclopedonalizzazione di tutta la città: dal nuovo Comune, i cui lavori ricominceranno finalmente dal mese prossimo, attraverso un collegamento con la stazione, si passerà in bici per piazza Matteotti e per piazza Risorgimento, che verrà pedonalizzata anche ai lati, rendendola così chiusa al traffico; infine, passando per piazza del Mercato, dove a breve creeremo un punto di socializzazione al coperto per i ragazzi, e piazza Torlonia si arriverà al Castello, di fronte al quale si trova un palazzo degli uffici del comune, all’ex Onmi, che si trasformerà in una pinacoteca già prevista e finanziata. In questo modo Avezzano avrà il parco urbano più grande della regione. Per incentivare l’uso della pista verranno indette in primavera diverse gare e manifestazioni… Io stesso mi sono ripromesso di comprare una bicicletta!».
Durante la precedente amministrazione sono stati avviati dei progetti per l’edificazione di un nuovo ospedale. Attualmente sono in via di svolgimento o in fase di stallo?
«Premettendo che l’ospedale di Avezzano ha degli indici di staticità e di antisismicità che attestano la sua agibilità, la Asl ha avviato il procedimento per la progettazione e la realizzazione del nuovo ospedale. Il Comune era coinvolto solo per la cessione delle aree, che sono state già cedute. Dunque è tutto pronto per la costruzione del nuovo edificio».
E per quanto riguarda la sicurezza delle scuole primarie?
«I lavori stanno procedendo velocemente. Entro giugno 2021 saranno completate le ultime tre grandi scuole: via Puglie, via Pertini e l’ultimo intervento nella scuola Vivenza per l’ex San Simeo, quasi completato. La scuola Giovanni XXIII in via delle Industrie sarà invece oggetto di un consolidamento e dopo il 2021 sarà spostata nella zona nord, in un sito vicino l’Iis Majorana, di cui è stata approvata la progettazione e stiamo aspettando il finanziamento».
La sua scelta di spostare il mercato nella zona nord di Avezzano ha fatto discutere: da cosa è stata dettata questa decisione?
«Si è trattato principalmente di una questione di sicurezza, in quanto l’ubicazione tradizionale non rispettava più i parametri definiti dalla circolare Gabrielli. La scelta della nuova area è stata dettata dal fatto che la zona nord è la più abitata, per non parlare della viabilità più scorrevole che incrementa l’accessibilità all’area mercatale. Infine, la nuova disposizione garantisce a tutti gli ambulanti la stessa visibilità, in una logica di circuito commerciale. Nei mesi di gennaio e febbraio non è opportuno fare delle valutazioni di mercato, ma sono convinto che già con la primavera si otterranno dei riscontri positivi».
Ci saranno particolari manifestazioni o eventi rivolti ai giovani nella prossima stagione?
«Ritengo che Avezzano sia una città con un fermento culturale elevato. Il Teatro dei Marsi ha una delle programmazioni di prosa e di musica più importanti d’Abruzzo e ha ospitato alcuni dei più grandi artisti internazionali. Le nostre piazze hanno accolto migliaia di persone per la presenza di gruppi musicali amati dai giovani, e non dimentichiamoci della Settimana marsicana. Quest’anno, inoltre, su iniziativa della Pro loco, ci sarà una novità che coinvolgerà tutta la Marsica, la Notte prima degli esami. Si tratterà di un concerto che prevederà anche molte attività per i maturandi».
I continui cambi di posizione dei politici, soprattutto nelle amministrazioni comunali, quanto pensa che possano influirnzare il rapporto tra i giovani e la politica?
«Li disaffeziona sicuramente. Purtroppo in Italia nel ‘93, con Mani pulite, ci sono state un’implosione e una successiva polverizzazione dei partiti; la ricomposizione, secondo me, è ancora in corso. Nel frattempo è emerso un elemento nuovo, i partiti di protesta, che esprimono un sentimento di dissenso e di disagio che va reinterpretato in modo efficace e ragionevole».
Che consigli può dare a noi giovani aspiranti giornalisti?
«Iniziative come queste, sulla comunicazione e sul buon giornalismo sono molto importanti. Oggi siamo invasi dalle fake news che spesso infangano e rallentano le attività delle pubbliche amministrazioni. La comunicazione si deve evolvere, ma deve essere gestita da figure professionali, al passo con i tempi, affidabili, serie, capaci di caricarsi delle giuste responsabilità».
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