Liceo “spezzatino” Futuro da disegnare

14 Febbraio 2018

La preside Ottaviano: «Per la sede unica a Pettino vogliamo chiarezza Quando inizieranno i lavori? I ragazzi hanno bisogno di risposte»

L’AQUILA. Qual è attualmente la sede dei Licei annessi al Convitto nazionale “D. Cotugno”? Volgiamo lo sguardo indietro di alcuni anni. Dagli storici locali dell’omonimo Liceo classico sotto i Portici nel cuore della città si è passati, a causa della fusione con l’Istituto magistrale “Vittorio Emanuele II”, alle sedi di Villa Gioia, prima, e di Palazzo Quinzi e Palazzo Gaglioffi, poi. A seguito del terremoto del 6 aprile il Cotugno approda nell’ottobre 2009 nella sede di Pettino dopo lavori destinati a consolidare un edificio che non aveva riportato danni strutturali.
Dopo il 18 gennaio 2017, alla luce dei nuovi eventi sismici dell’Alta Valle dell’Aterno e dei risultati di studi commissionati dalla Provincia nel 2013, inizia a febbraio la maratona dei turni pomeridiani con trasferimento nei locali dell’Iis d’Aosta fino al successivo mese di marzo. L’anno scolastico 2016/17 viene concluso con i vari Licei dislocati in orario antimeridiano in diversi punti della città. E lo stato delle cose ora?
Dall’inizio di quest’anno scolastico il Liceo “Domenico Cotugno” dell’Aquila, con i suoi vari indirizzi, è frammentato in 5 sedi differenti: tre nel polo scolastico di Colle Sapone, una nella scuola media “G. Carducci” e un’altra nella sede di Pettino. Questa realtà ha modificato i normali ritmi di lavoro della dirigente, dei docenti, del personale Ata e degli alunni. Abbiamo intervistato la preside dell’istituto, Serenella Ottaviano, per fare chiarezza sul problema “sede” e sulle conseguenze che questo ha generato.
Quali le priorità?
«Ho sempre ritenuto fondamentali la sicurezza e la formazione: non un'ora di lezione in meno, e di mattina soprattutto ma ritengo altrettanto importante mantenere il senso di comunità».
Lei ha assunto l’incarico il 1° settembre 2017, in un momento particolare per la storia del Liceo aquilano. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole dopo la pausa estiva non era stata ancora trovata la collocazione di ben 31 classi.
«Non mi sono spaventata, malgrado la complessità della situazione. Tramite una ricerca affannosa e grazie alla disponibilità dei dirigenti di altri istituti cittadini siamo riusciti a trovare una soluzione provvisoria che evitasse i turni pomeridiani. Nonostante la divisione fisica della scuola, il liceo percepisce, nel suo complesso, un forte senso di unità, non perduta e per certi aspetti riscoperta, anche grazie a diversi momenti di condivisione nell’aula magna della sede di Pettino: dall’incontro con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del premio Campiello 2017, alla recente lectio magistralis del vicepresidente della Corte Costituzionale, Giorgio Lattanzi».
Preside, ritiene che esista il rischio per i nuovi e futuri studenti, che non hanno conosciuto la realtà di un istituto con un’unica sede, di percepire questa situazione come “normale”?
«Siamo semplicemente sparpagliati, ma siamo sempre un’unica scuola; anche la città lo ha avvertito, grazie al lavoro svolto insieme dalla scuola come comunità. Io sono ottimista poiché, se è difficile costruire un’appartenenza, la consapevolezza condivisa del passato e l’unione nel sognare il futuro riescono a mantenerla viva».
Qual è il piano d’azione per il prossimo anno?
«Prima di dicembre sono stati depositati i progetti per la ristrutturazione dei lotti F e G della sede a Pettino, bisognosi di interventi di manutenzione. Occorrerà sapere al più presto quando inizieranno e termineranno questi lavori, ma soprattutto se entro il 1° settembre 2018, come è stato prospettato, si potrà tornare in una sede unica e certificata. Vi esorto a continuare a impegnarvi per trovare il vostro posto nel mondo, vivendo la scuola pienamente, partecipando in maniera consapevole alle lezioni e ai momenti di attività democratica e godendo delle opportunità che la scuola vi offre».
Quindi non si è pentita di aver assunto la guida del Cotugno?
«Certo che no! Ho lasciato la scuola “più bella del reame” (il Da Vinci-Colecchi dell’Aquila, ndr) per guidarne un’altra a me altrettanto cara».
Matilde Flati
Costanza Cimino
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