Limmari, dopo ottant’anni ancora niente risarcimenti

Morirono 128 persone a opera dei soldati nazisti, la Germania dovrebbe pagare 5 milioni ai parenti delle vittime e 1,6 milioni di euro al Comune di Roccaraso
ROCCARASO. Pietransieri, frazione di Roccaraso, racchiude la memoria dell’eccidio di Limmari, che costò la vita a 128 persone per mano dei soldati nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Ma a distanza di 80 anni la vicenda non è ancora conclusa, in quanto gli indennizzi per i parenti delle vittime tardano ad arrivare per un cavillo giuridico che sta provocando ritardi.
SENTENZA 2017
La Germania, ritenuta colpevole della strage, dovrebbe risarcire 5 milioni agli eredi delle vittime e un milione 600mila euro al Comune di Roccaraso. A stabilirlo una storica sentenza del 2017 del tribunale di Sulmona, che riconobbe la colpevolezza dell’esercito tedesco.
RISARCIMENTI IN RITARDO
C'è da aspettare per i risarcimenti che saranno garantiti dal fondo del Pnrr, messo a disposizione dal governo, in quanto permane un problema di carattere procedurale. A spiegarlo l'avvocato Monica Oddis, che si è battuta per l'ottenimento della sentenza insieme agli altri legali Lucio Olivieri, Claudia Di Padova e Samanta Le Donne. «Per accedere al fondo», spiega, «la sentenza deve passare in giudicato. In questo caso parliamo di un definitivo solo parziale, perché sono rimaste scoperte le posizioni di alcuni eredi», prosegue, «recentemente la Corte di Cassazione ha richiamato la competenza della Corte d'Appello. Speriamo di scrivere la parola fine al più presto sulla vicenda».
CORTE COSTITUZIONALE
Il contenzioso con la Germania per le stragi naziste è caratterizzato negli anni da vari capitoli giudiziari, come la sentenza del luglio scorso della Corte Costituzionale che aveva bloccato le azioni esecutive, disponendo la necessità di accedere al Fondo ristori per poter ottenere gli indennizzi. Ma questa sentenza è ininfluente e non è da intendere come uno stop ai risarcimenti che «non sono a rischio». L'avvocato Monica Oddis spiega perché i risarcimenti saranno garantiti dal fondo del Pnrr di 61 milioni di euro, stanziato lo scorso anno dal governo Draghi. Si tratta di un fondo in continuità con il precedente accordo di Bonn del 1961, sugli indennizzi spettanti alle vittime dei crimini di guerra, tra Italia e Germania, che aveva già riconosciuto gli indennizzi: 40 milioni di vecchi marchi già versati da Berlino. L'avvocato Oddis annuncia di volersi attivare, non appena possibile, per inviare la documentazione necessaria per l'ottenimento dei fondi.
L’ANTEFATTO STORICO
Una strage mai dimenticata
Il famigerato eccidio di Pietransieri costò la vita a 128 civili inermi, che il 21 novembre del 1943 furono trucidati nel bosco dei Limmari dai soldati nazisti senza motivazioni documentate, ma per il semplice sospetto che la popolazione civile sostenesse i partigiani. A Pietransieri persero la vita 128 persone, di cui 60 donne, 34 bambini al di sotto dei 10 anni e molti anziani. Tra i morti anche un bimbo di un mese. Mentre si salvò una bimba di 6 anni, Virginia, che la madre, prima di morire, nascose sotto il suo vestito ed i soldati non la videro.
80 ANNI DOPO
L’eccidio di Pietransieri fu perpetrato dalle truppe naziste il 21 novembre 1943 nel bosco dei Limmari. La zona si trovava lungo la linea Gustav, su cui l’esercito di Hitler si arroccò dopo lo sbarco degli alleati a Salerno ordinando di non arretrare e di fare terra bruciata attorno ai partigiani. Il comandante, Albert Kesselring, fece affiggere un manifesto a Rivisondoli, Pescocostanzo, Roccaraso, Roccacinquemiglia, e Pietransieri, per comunicare che “Tutti coloro che si troveranno ancora in paese o sulle montagne circostanti saranno considerati ribelli e ad essi sarà riservato il trattamento stabilito dalle leggi di guerra dell’esercito germanico”. Ma la popolazione locale, in pieno autunno, non aveva altro riparo, se non le abitazioni. Dopo aver rastrellato e mitragliato tutto il bestiame della zona, i militari tedeschi si accanirono contro gli abitanti dei casolari di Limmari e li trucidarono. I corpi restarono nel luogo dell’eccidio fino all’estate successiva, quando si sciolse la coltre di neve.
CELEBRAZIONI
Il Comune di Roccaraso organizza per il 20 e 21 novembre prossimi le celebrazioni dell'ottantesimo anniversario dell'eccidio di Limmari. Il programma delle due giornate prevede per lunedì 20 la Fiaccolata della Memoria: gli abitanti di Pietransieri raggiungeranno il Sacrario dove riposano i caduti. I rintocchi della campana e la lettura dei nomi delle vittime susciteranno come sempre grande emozione. Martedì 21 ci sarà la cerimonia di commemorazione con la celebrazione di una santa messa, presieduta dal vescovo di Sulmona-Valva, Michele Fusco, nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, la deposizione di una corona d'alloro al Sacrario dei Limmari, il saluto del sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, e l'intervento delle autorità. Sono previste, inoltre, iniziative che coinvolgeranno le scolaresche per far riflettere i giovani sulla triste realtà di 80 anni fa, con oltre un centinaio di vittime. «Una ricorrenza importante e significativa per rinsaldare i fili di una memoria fondamentale, che possa aiutarci a rinnovare la consapevolezza del passato e la fiducia in un futuro migliore», afferma Di Donato che da anni è impegnato a conservare e a trasmettere la memoria di questi tragici fatti. «L'esercizio della memoria», prosegue, «è il miglior modo per consentire ai giovani, attraverso la conoscenza del passato, di capire quanto accade oggi ed evitare così che si ripetano ancora una volta i tragici errori che sconvolsero la vita delle nostre famiglie». Invece, in merito alla vicenda degli indennizzi, il sindaco Di Donato si augura che «possa concludersi con esito favorevole, sia per i cittadini che per il Comune».

