Lino Guanciale: «Ad Avezzano la cultura non è tra le priorità»

6 Marzo 2021

Sei mesi fa aveva presentato al Comune una stagione di prosa e il regolamento sul Teatro dei Marsi: «Nessun segnale da parte dell’attuale amministrazione, ne prendo atto con tanta amarezza»

Fatta salva la parentesi di riapertura estivo-autunnale, comunque praticata solo da alcune delle strutture nazionali più attrezzate, è passato un anno da quando nel nostro Paese è calato il sipario sullo spettacolo dal vivo, da quando centinaia di teatri sono stati chiusi e migliaia di lavoratrici e lavoratori sono rimasti in attesa di riprendere le attività.
Un anno difficile per chi si è impegnato senza risparmio con l’obbiettivo di rivedere, al più presto, tante professionalità di nuovo al lavoro e tante comunità non più orfane dei luoghi della cultura.
* * *Nonostante le note ed evidenti difficoltà del primo lockdown il coordinamento dell’Ufficio teatro avezzanese, con l’amministrazione commissariale ancora in carica, ha continuato a profondere il massimo impegno per tracciare percorsi di ripresa e prospettive per il futuro del Teatro dei Marsi, conseguendo risultati progettuali di valore riconosciuto a livello nazionale. Diverse, infatti, sono state le proposte artistiche di qualità, riguardanti compagnie teatrali di altissimo profilo, che già alla fine della scorsa estate erano state avanzate per una stagione di rilancio dopo lo stop determinato dalla pandemia. Proposte oggetto di uno specifico memorandum ufficialmente presentato e protocollato nel Comune di Avezzano a inizio settembre, a disposizione della gestione commissariale nonché dell’amministrazione comunale in procinto di essere eletta.
Il memorandum a mia firma includeva sia una proposta di stagione teatrale 2020/2021, comprendente la programmazione di nuovi spettacoli e il recupero di quelli interrotti a causa del Covid, sia un bando denominato “Residenze Etiche”, incentrato sulla coproduzione e sull’ospitalità negli spazi del Teatro dei Marsi di realtà sceniche del Centro sud che avevano visto interrompersi le loro tournée in procinto di partire.
* * *Contestualmente al memorandum, avevo presentato all’amministrazione una bozza di nuovo regolamento per la gestione del Teatro: un testo aperto, a disposizione del governo cittadino e delle realtà storiche della cultura, per costruire insieme la prospettiva futura del nostro importante teatro. Mi rammarica constatare oggi, dopo molti mesi, che né sulla proposta di stagione né sulla bozza di regolamento sia arrivato alcun segnale da parte dell’attuale amministrazione. Le mie proposte, presentate ormai ben oltre sei mesi fa, non sono state né oggetto di alcuna determinazione amministrativa di approvazione né, quantomeno, di un qualche riscontro da parte degli uffici competenti, al fine di decidere, insieme, come rimodulare la stagione e la gestione del Teatro.
* * *Sono consapevole che la fase di grave emergenza non possa non assorbire la maggior parte delle attenzioni e delle risorse delle autorità cittadine, impegnate a dare soluzione alle attuali difficoltà sanitarie ed economiche, ma il fatto che dopo così tanti mesi non si sia trovato un solo momento, neanche uno, per concedere la pur minima attenzione a una proposta di importante livello artistico, per non parlare delle implicazioni etiche e di rilancio socio culturale a essa collegate, si traduce per me nel chiaro segnale che la cultura e il valore sociale ed economico di chi la anima col proprio lavoro non siano annoverati tra le priorità del rilancio cittadino. Soprattutto ritengo un segnale inequivocabile il fatto che non sia stata condivisa con la comunità cittadina, e quindi non per forza con il sottoscritto, la creazione di utilizzi alternativi del Teatro dei Marsi, come luogo di sana aggregazione, formazione, condivisione, creazione di cultura. In questo modo la struttura è stata posta al di fuori della salvifica rete emersa nell’ultimo anno, composta da quelle realtà culturali di caratura nazionale che hanno trascorso gli ultimi mesi a lavorare alacremente per una virtuosa ripartenza del sistema spettacolo.
Di fronte a questa evidente realtà, chi come me era stato chiamato per dare un contributo al rilancio culturale della città e del territorio non può che rispettare le volontà concludenti di chi è deputato a decidere e prenderne atto.

* * *Il Teatro dei Marsi avrebbe potuto mettere a disposizione per il comparto spettacolo in profonda emergenza le proprie grandi potenzialità, crescendo ulteriormente come riferimento nazionale per lavoratori, lavoratrici e compagnie, ma sarebbero servite una strategia adeguata e decisioni amministrative tempestive, capaci di mettere insieme le migliori buone pratiche coniando un nuovo modello di gestione. La comunità locale ne avrebbe potuto beneficiare ampiamente e l’esempio virtuoso che ne sarebbe scaturito avrebbe dato lustro alla città, alla cui immagine non hanno certo giovato le difficoltà sanitarie della seconda ondata.
Ora siamo di fronte a una situazione in buona parte compromessa, con una stagione teatrale mai partita e definitivamente superata e una prospettiva per il futuro incerta, mai oggetto di una doverosa e urgente discussione. Avremmo potuto partecipare a dei bandi regionali e nazionali? Avremmo potuto coinvolgere la comunità di riferimento, in primo luogo gli abbonati? Il mio mandato come coordinatore dell’Ufficio teatro è scaduto col decadere dell’amministrazione commissariale, e non è certo per essere ulteriormente chiamato in causa che rendo pubbliche queste mie riflessioni. Semplicemente sentivo l’obbligo, avendo presentato tempo fa su queste stesse pagine la mia proposta per la nuova stagione teatrale, di esporre le ragioni per le quali essa non ha potuto svilupparsi oltre il rango di ipotesi, oltre alla mia perplessità e al mio rincrescimento. Dopo anni di importante lavoro, e in seguito ai bei successi conseguiti dal teatro con le recenti stagioni, sarebbe peraltro contraddittorio dare il mio sostegno a una gestione che relega la cultura così tanto in fondo alla lista delle priorità. Con lo stesso amore per la città e per il nostro Teatro per cui accettai l’incarico nel 2017, e nel rispetto della linea di condotta degli amministratori, prendo atto della situazione attuale. Lo faccio non senza amarezza, sapendo che ciò che si è costruito in questi anni resterà, ma che servirà un grande impegno per evitare di fare passi indietro, mortificando le potenzialità che animano la cultura cittadina e il Teatro dei Marsi.
* * *Ringrazio tutti coloro che in questi anni hanno collaborato con passione al buon esito delle stagioni e chi mi ha affiancato. Continuerò a essere un amico entusiasta delle realtà cittadine che animano i fermenti culturali più interessanti, e a rivendicare per la struttura del Teatro un futuro da protagonista nello sviluppo integrale del territorio: con queste realtà non smetterò di cercare di costruire occasioni e luoghi di crescita per Avezzano e per la Marsica.