Liquido infiammabile per bruciare l’auto

16 Ottobre 2019

Tracce lasciate dall’autore del rogo, ascoltato il 33enne operaio. Sono oltre 60 le vetture distrutte negli ultimi tre anni

SULMONA. Al termine del sopralluogo fatto nella tarda serata di lunedì e replicato ieri mattina nel cortile del palazzo di via Valle, dove è andata a fuoco l’ennesima auto in città, la polizia ha aperto un fascicolo per incendio doloso.
I segni lasciati sull’auto, una Ford EcoSport gialla, sono chiari: le fiamme sono state appiccate sul pneumatico sinistro anteriore utilizzando liquido infiammabile, con il fuoco che in poco tempo ha distrutto l’intero motore rendendo l’auto non più utilizzabile nonostante le parti centrale e posteriore siano rimaste praticamente intatte.
Un metodo consolidato che già in passato è stato utilizzato per incendiare altre auto in città. Sul fatto e sulle relative indagini i poliziotti dell’anticrimine mantengono il più stretto riserbo. Non si vogliono dare vantaggi al piromane, ma soprattutto non si vuole creare eccessivo allarmismo in città dopo l’ennesima auto a fuoco. Dopo aver ascoltato il proprietario dell’auto, che lavora in un opificio di Pratola, la polizia sta valutando alcune situazioni che potrebbero giustificare una possibile ritorsione nei confronti del 33enne.
La Ford ha preso fuoco intorno alle 22.30, un orario alquanto anomalo e poco sicuro per mettere in atto un’azione dolosa. A lanciare l’allarme al centralino del 115 è stato lo zio del proprietario della macchina, il quale ha sentito prima un forte boato che lo ha spinto ad affacciarsi al balcone e successivamente ha notato le fiamme che stavano ormai divorando la parte anteriore dell’auto del nipote, acquistata solo un anno fa. Dopo pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco con i condomini del palazzo che si sono riversati nel piazzale per controllare cosa fosse accaduto, temendo che le fiamme avessero interessato anche le altre auto parcheggiate vicino alla Ford EcoSport.
Come detto, sono oltre 60 le auto andate a fuoco in città negli ultimi tre anni, incendi che hanno avuto quasi tutti origine dolosa.
Preoccupata della situazione si è detta anche il sindaco Annamaria Casini intenzionata a chiedere nuove misure al prefetto e ad accelerare il potenziamento del servizio di video sorveglianza cittadino. «Lasciamo alle forze dell’ordine accertare cosa si nasconda dietro questo nuovo incendio», afferma il sindaco, «di certo qualora venisse accertata l’origine dolosa di questo ed altri roghi, una volta individuati i responsabili, faremo la nostra parte, adottando la misura del Daspo urbano per le persone che non sono degne di vivere nella nostra comunità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA