Liris: abbiamo dovuto dirottare i ragazzi per problemi di ordine e sicurezza pubblica

È stato necessario l'intervento del vice sindaco, Guido Liris (nella foto), per placare gli animi. Il Comune aveva promesso e autorizzato l'utilizzo dell'Auditorium del parco del Castello per l'assemb...
È stato necessario l'intervento del vice sindaco, Guido Liris (nella foto), per placare gli animi.
Il Comune aveva promesso e autorizzato l'utilizzo dell'Auditorium del parco del Castello per l'assemblea straordinaria degli studenti del Liceo Cotugno.
Ma alle 8,30 i ragazzi hanno trovato il portone chiuso. «Mi fate tornare indietro negli anni, quando ero rappresentate d'istituto», ha esordito, sdrammatizzando, il vice sindaco e assessore alle Opere pubbliche, Guido Liris, «ci era stato detto che la manifestazione sarebbe stata meno corposa: l'Auditorium può contenere al massimo 170-180 posti a sedere. La struttura è in legno e non può garantire l'incolumità per tutti. Pertanto», ha aggiunto Liris, «abbiamo dato la disponibilità a spostare, anche su proposta dei rappresentanti degli studenti, l'assemblea al Parco Del Sole. Ci dispiace non aver potuto accogliere in modo diverso i ragazzi del Cotugno, che stanno già soffrendo da molto, troppo tempo una condizione di autentico disagio», sono le parole del vice sindaco, «ma mi congratulo con gli studenti per la partecipazione corposa alla manifestazione. Ai miei tempi i ragazzi facevano festa alle assemblee: la presenza massiccia degli alunni del Cotugno, invece, testimonia quanto sia sentito il problema che stanno affrontando e le rivendicazioni che vogliono portare all'attenzione delle istituzioni e della città».
La scelta obbligata di utilizzare l'Auditorium del Parco, da parte dei rappresentanti degli studenti del convitto Cotugno, per la prima assemblea dell'anno – tra l'altro non approvata ufficialmente dalla preside, Serenella Ottaviano – deriva proprio dalla mancanza assoluta di spazi a disposizione all'interno dei vari edifici, che ospitano i diversi indirizzi dell'istituto.
E proprio questa è stata una delle richieste girate al Comune dell'Aquila: trovare un luogo dove potersi riunire in assemblea.
«Un diritto», hanno ribadito gli studenti, «che non ci può essere negato». (m.p.)
Il Comune aveva promesso e autorizzato l'utilizzo dell'Auditorium del parco del Castello per l'assemblea straordinaria degli studenti del Liceo Cotugno.
Ma alle 8,30 i ragazzi hanno trovato il portone chiuso. «Mi fate tornare indietro negli anni, quando ero rappresentate d'istituto», ha esordito, sdrammatizzando, il vice sindaco e assessore alle Opere pubbliche, Guido Liris, «ci era stato detto che la manifestazione sarebbe stata meno corposa: l'Auditorium può contenere al massimo 170-180 posti a sedere. La struttura è in legno e non può garantire l'incolumità per tutti. Pertanto», ha aggiunto Liris, «abbiamo dato la disponibilità a spostare, anche su proposta dei rappresentanti degli studenti, l'assemblea al Parco Del Sole. Ci dispiace non aver potuto accogliere in modo diverso i ragazzi del Cotugno, che stanno già soffrendo da molto, troppo tempo una condizione di autentico disagio», sono le parole del vice sindaco, «ma mi congratulo con gli studenti per la partecipazione corposa alla manifestazione. Ai miei tempi i ragazzi facevano festa alle assemblee: la presenza massiccia degli alunni del Cotugno, invece, testimonia quanto sia sentito il problema che stanno affrontando e le rivendicazioni che vogliono portare all'attenzione delle istituzioni e della città».
La scelta obbligata di utilizzare l'Auditorium del Parco, da parte dei rappresentanti degli studenti del convitto Cotugno, per la prima assemblea dell'anno – tra l'altro non approvata ufficialmente dalla preside, Serenella Ottaviano – deriva proprio dalla mancanza assoluta di spazi a disposizione all'interno dei vari edifici, che ospitano i diversi indirizzi dell'istituto.
E proprio questa è stata una delle richieste girate al Comune dell'Aquila: trovare un luogo dove potersi riunire in assemblea.
«Un diritto», hanno ribadito gli studenti, «che non ci può essere negato». (m.p.)

