Liris: le abitazioni equivalenti agli studenti

In consiglio comunale il vice sindaco ha illustrato la situazione dopo l’interrogazione della Cimoroni
L’AQUILA. Sono 544 le istanze d'acquisto di abitazione equivalente presentate dagli aquilani che hanno avuto la casa danneggiata dal terremoto del 2009. A dirlo è stato l'assessore e vice sindaco Guido Quintino Liris rispondendo, in consiglio comunale, a un’interrogazione presentata dalla consigliera di Coalizione sociale Carla Cimoroni. Dei 544 alloggi lasciati dai proprietari in cambio di un'altra abitazione, il Comune ne ha acquisiti 264, di cui 79 agibili e 185 non agibili, in corso di ricostruzione o con lavori ancora da avviare. «Delle 79 abitazioni agibili», ha spiegato Liris, «una è stata concessa in comodato d'uso all'Ente nazionale sordomuti, un'altra al settore Politiche sociali e Cultura del Comune per l'Equipe territoriale per le adozioni e l'affidamento familiare; altre tre risultano concesse, invece, per le finalità della permuta così come previsto nella delibera di giunta 468 del 2015». Le altre 74 non sono state assegnate. Restano da iscrivere a patrimonio 280 appartamenti: «Le difficoltà connesse al trasferimento della proprietà in favore del Comune sono molteplici», ha affermato Liris, «ci sono immobili da trasferire ancora gravati da ipoteche e, in tali casi, prima di procedere, occorre trasferire l'ipoteca su altra unità immobiliare; in altri casi, la riassegnazione di unità immobiliari ricomprese in condomini è frenata dalla poca sollecitudine dei proprietari a intervenire alla stipula degli atti, e ancora ci sono fattispecie in cui il privato, sollecitato a stipulare l'atto di cessione della propria abitazione, ritiene di non dover adempiere nei tempi indicati».
Resta ancora da capire, tuttavia, come l'amministrazione intende utilizzare, nel futuro, questo ingente patrimonio immobiliare. È certo che una parte sarà destinata a residenza universitaria: «In più occasioni», ha detto l'assessore, «l'amministrazione ha incontrato la rettrice dell'Unversità dell'Aquila Paola Inverardi e il rettore del Gran Sasso Science Institute Eugenio Coccia per verificare le possibilità di fruizione del patrimonio a tale scopo. È in fase di costituzione una Fondazione che vedrà partecipi il Comune, l'Università, il Gssi e, con molta probabiità, anche l'Accademia delle Belle Arti e il Conservatorio».
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