Liris medico part-time, ecco le motivazioni

20 Maggio 2018

Una “nostalgia” della professione, ma nessun problema legato al Comune. Domani l’ufficialità

L’AQUILA. Per ora non si è espresso ufficialmente, ma fa sapere che il suo non è un “caso” e che si è scatenata una tempesta in un bicchiere d’acqua. L’assessore comunale alle Opere pubbliche e vice sindaco, Guido Quintino Liris, sta facendo parlare di sé per la sua scelta di tornare a fare la sua professione di medico all’ospedale San Salvatore, nell’Asl numero 1, pur mantenendo le cariche di amministratore. C’è chi la vede come una conseguenza della bufera scoppiata all’interno di Forza Italia, partito di appartenza di Liris, e lo strappo con la Lega – poi rientrato – che ha messo per qualche giorno in crisi il centrodestra a causa del voto di Forza Italia in consiglio comunale, con il quale ha appoggiato la mozione dell’opposizione sullo Sprar. E che ha visto l’uscita dal partito del presidente della terza Commissione (Politiche sociali), Elisabetta De Blasis. Ma non sarebbe nulla di tutto questo, secondo quanto ha fatto trapelare il vicesindaco Liris, che vuole soltanto tornare a fare, in parte, la sua professione di dirigente medico dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, carica dirigenziale che occupa da due anni. Torna a fare in parte il dirigente all’interno del servizio Prevenzione dell’Asl numero 1, perché il suo rientro, dopo un’aspettativa durata circa undici mesi, sarebbe part-time, per sole tre ore al giorno, quindici ore settimanali in totale. Una voglia di tornare alla professione, per non distaccarsi completamente. E che non influirebbe sul suo lavoro di amministratore della città. La sua scelta ha avuto anche la “benedizione” del sindaco-amico fraterno, Pierluigi Biondi, da un lato. Ma dall’altro potrebbe scatenare qualche appetito da parte di chi vorrebbe allargare i propri orizzonti.
Liris non ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma si sente tranquillo e sicuro del suo cammino, anche amministrativo. Almeno per ora, visto che era un dei sicuri papabili per una candidatura alla Regione o al Parlamento, se, per questa seconda ipotesi, non si fosse formato il governo. È probabile che domani ci sia una dichiarazione ufficiale del vicesindaco, per chiarire tutti gli aspetti.
Ci sono altri esempi, comunque, di medici che svolgono la loro professione e quella di amministratori, come la stessa De Blasis, Giorgio De Matteis, Emanuela Iorio, Luigi Di Luzio, anche se non ricoprono incarichi di giunta.(v.p.)
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