Liste d’attesa estenuanti, sette mesi per un esame al seno
SULMONA. Ha prenotato nei giorni scorsi una visita di controllo al seno con ecografia che le è stata fissata per il prossimo settembre nell’ambulatorio senologico di Raiano. Il primo appuntamento...
SULMONA. Ha prenotato nei giorni scorsi una visita di controllo al seno con ecografia che le è stata fissata per il prossimo settembre nell’ambulatorio senologico di Raiano. Il primo appuntamento utile in ospedale, invece, è all’Aquila per il mese di giugno, a maggio ad Avezzano. Viaggia su questi ritmi il “treno lumaca” delle prenotazioni alla Asl. Continuano ad essere le infinite liste di attesa il vero problema della sanità in Centro Abruzzo, dove per ottenere prenotazioni di esami in tempi più celeri si è costretti a rivolgersi, quando si può, alle strutture private. Sette lunghi mesi di attesa per un esame di routine, essenziale per la prevenzione del cancro alla mammella, restano troppi. In verità, all’ambulatorio di Senologia di Raiano, le prenotazioni sono esaurite per tutto il 2016 e parte del 2017. La struttura per la prevenzione del cancro al seno, ospitata nell’ex monastero degli Zoccolanti di Raiano, è stata aperta nel marzo del 2014 e finora sono state circa 700 le visite effettuate. Dal marzo dello scorso anno a oggi nell’ambulatorio, diretto da Alberto Bafile, sono state effettuate in media 25 visite in ciascuno dei due lunedì di apertura mensile. Per un periodo, grazie all’ulteriore sforzo dei medici, l’ambulatorio ha lavorato anche tre volte al mese e l’obiettivo ora è di rendere permanente questa tabella di marcia. Dai controlli della Asl è emerso che nel 5% dei casi esaminati è stato necessario effettuare approfondimenti all’Aquila, al Centro senologia del San Salvatore. Dunque, per 35 donne sulle 700 controllate finora, sono scattate ulteriori “indagini”. Ma le liste d’attesa sono estenuanti. Tutta colpa delle carenze di organico dell’ospedale sulmonese, dove il turn over è bloccato da gennaio del 2008 con 39 pensionamenti non rimpiazzati, di cui 10 medici e un dirigente amministrativo. Mancano all’appello anche i primari. Una perdita continua di posti di lavoro, soprattutto nei reparti di oncoematologia e pediatria, oltre che in laboratorio analisi, radiologia, medicina, cardiologia, chirurgia generale e ortopedia. Per questo si deve aspettare in media un mese per una semplice analisi del sangue e almeno tre per gli esami specialistici. A tutto ciò si aggiungono i ritardi dovuti ai guasti dei vari macchinari. Un problema che si trasforma in urgenza soprattutto durante il periodo estivo.
Federica Pantano
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