Liste, per Pezzopane e Di Benedetto sono giorni decisivi

23 Aprile 2022

In via di definizione la composizione degli schieramenti Il Movimento 5 Stelle a sostegno della deputata del Pd

L'AQUILA. Settimana importante, la prossima per definire gli assetti delle due coalizioni a sostegno della deputata Stefania Pezzopane e del consigliere regionale (Legnini presidente) Americo Di Benedetto. Quest’ultimo martedì avvierà ufficialmente la campagna elettorale presentando le sue tre liste a sostegno, la prima espressione del Passo Possibile in città, la seconda con uno sguardo strategico a borghi e frazioni. Infine, un terzo schieramento che lascia spazio a movimenti in supporto come Azione di Carlo Calenda e risorse a livello civico. Sei liste, invece, per Pezzopane. Posto che la senatrice Gabriella Di Girolamo ha confermato l'intenzione del Movimento 5 stelle di provare a presentarne una con tanto di simbolo grillino. Intanto, Pezzopane prosegue gli incontri sulle varie declinazioni del Pnrr: «La situazione nell’Asl è pesante», ha detto in un confronto che ha visto in campo anche Rosy Bindi, «e, nonostante l’impegno straordinario di medici e personale sanitario, ogni giorno vengono denunciate situazioni critiche; in particolare all’Aquila, abbiamo dovuto mobilitarci per ottenere cose scontate e abbiamo dovuto denunciare uno squilibrio della spesa e degli investimenti da parte della giunta Marsilio. Bindi, da ex ministro della Sanità, ha detto: “Se vogliamo rafforzare il servizio sanitario nazionale pubblico bisogna avere il coraggio, e la capacità, di correggere le distorsioni”. Da Michel Maritato, presidente Assotutela, assist a Pezzopane. «Guardiamo ai contenuti, ai programmi, alla qualità delle proposte e a quella delle persone», ha detto, «al di là degli schieramenti, convinti della scelta di sostenere una donna che in parlamento non si è risparmiata per la città. Stefania ha promosso importanti iniziative, soprattutto per la ricostruzione e per lo sviluppo socioeconomico».
STRANIERI
Abdula “Duli” Salihi, presidente dell’associazione culturale Rilindja, fa un appello affinché anche agli stranieri residenti sia concesso di votare. «Uno Stato democratico che esclude una parte cospicua dei residenti e lavoratori», dice, «dalla vita politica si trasforma in uno Stato non democratico. Chi rifiuta la rappresentanza degli immigrati rifiuta una visione liberale, rifiuta il principio democratico della rappresentanza per cui un uomo libero non può sottoporsi a leggi che non ha contribuito a formare». (fab.i.)