Lite tra ragazzi innesca spedizione punitiva

9 Settembre 2020

Al centro di accoglienza due mamme tentano di farsi giustizia da sole: in tre vanno al pronto soccorso

SULMONA. Una banale lite tra due minorenni, un tunisino ospite di un centro di accoglienza e un suo coetaneo di Sulmona, è sfociata in una spedizione punitiva di due mamme nella struttura di via Volta. Le due donne, spalleggiate da una terza persona, se la sarebbero presa con tutti quelli che hanno cercato di fermarle. In tre sono finiti al pronto soccorso con ferite superficiali da taglio, provocate da un coltello utilizzato nel corso della lite. Sulla vicenda sta indagando la polizia che ha raccolto le testimonianze dei protagonisti della lite, ma non delle mamme che dopo il raid punitivo sarebbero tornate tranquillamente a casa convinte di aver regolato la faccenda a modo loro e senza nessuna conseguenza.
Non la pensa così l’avvocato Andrea Marino, responsabile della cooperativa che gestisce il centro di accoglienza e che parla di vera e propria spedizione punitiva: «La questione si sarebbe risolta in una zuffa tra ragazzini e sarebbe finita sicuramente lì. Tutto quanto accaduto è stato provocato da alcuni adulti che si sono recati sotto la nostra casa famiglia con l’intenzione chiarissima e dichiarata di farsi giustizia da soli», denuncia, «abbiamo testimoni che le donne arrivate in via Volta hanno aggredito il ragazzino della casa famiglia. È vero che alcuni dei nostri ragazzi con i problemi che hanno possono creare disagi alla collettività e interverremo, però non possiamo tollerare spedizioni punitive. Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e già da domani (oggi per chi legge), andrò in commissariato per denunciare l’accaduto chiedendo che siano puniti i responsabili dell’irruzione. Gli adulti dovrebbero attenersi alla legge e non farsi giustizia da soli», conclude Marino secondo il quale ci sarebbero le immagini delle telecamere a documentare quanto accaduto. Due ragazzi, coinvolti nella lite, avrebbero riportato ferite da arma da taglio, mentre il tunisino assistito nella casa famiglia avrebbe ferite, che potrebbero essere state provocate da un gesto autolesionistico. Anche se il ragazzino continua a sostenere di essere stato ferito dai rivali. L’episodio ha suscitato le reazioni allarmate del vicinato che chiede la chiusura del centro di accoglienza, allestito nello storico palazzo dei ferrovieri. (c.l.)
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