Lite tra vicini, sequestrati 11 fucili e cartucce

30 Dicembre 2020

Provvedimento nei confronti di un cacciatore, il Tar boccia il ricorso dell’uomo: «È prevenzione» 

L’AQUILA. Una banale lite fra inquilini residenti in un’area Map alla periferia della città ha portato i carabinieri a scoprire un vero e proprio arsenale che un pensionato conservava nella casetta provvisoria. Le 11 armi sono state subito sequestrate (anche se pare fossero detenute legalmente). Contro il sequestro l’uomo ha fatto ricorso al Tar contestando il divieto (emesso dalla prefettura) «di detenere armi e munizioni e l’obbligo di cessione a terzi delle armi nel termine di 150 giorni dalla notifica».
I giudici hanno respinto il ricorso e l’arsenale resta sigillato. Cosi il Tar ricostruisce la vicenda: «Il ricorrente – il quale riferisce di essere un pensionato abitante in un piccolo borgo per il quale l’attività venatoria rappresenterebbe uno svago e una utile attività motoria – ha impugnato il provvedimento della prefettura che è stato preso in conseguenza di un rapporto dei carabinieri i quali, su richiesta dei vicini, si erano dovuti recare presso la residenza del ricorrente in un villaggio Map in conseguenza di un ennesimo alterco di natura verbale tra la sorella convivente del ricorrente e l’inquilina del piano sottostante, alterco dovuto all’alto volume della musica tenuto dalla seconda». I carabinieri erano dovuti intervenire più volte nel villaggio Map per i continui litigi tra la sorella del ricorrente e la loro vicina precisando che «nelle citate occasioni, si è potuto registrare un atteggiamento succube dell’interessato nei confronti della sorella, che manifesta una evidente inquietudine comportamentale».
Per evitare possibili tragedie, i militari dell’Arma sequestrarono un fucile marca Franchi calibro 12, una carabina marca Tikka calibro 308, una doppietta Beretta calibro 12, una carabina Heckler & Koch calibro 308, un fucile semiautomatico Beretta, tre canne Beretta calibro 12, un fucile a due canne Bernardelli, un fucile Perazzi calibro 12 per uso sportivo, un fucile semiautomatico Benelli calibro 12, oltre a 40 cartucce a palla calibro12, 20 cartucce a palla calibro 20, 65 cartucce calibro 308 Win e infine 488 cartucce da caccia.
Il no al ricorso è motivato fra l’altro col fatto che «il divieto di detenzione di armi e munizioni non ha natura di provvedimento punitivo o sanzionatorio ma solamente un contenuto tipicamente di carattere preventivo e cautelare. Nella realtà delle cose è infatti notorio che, oltre certi limiti, persistenti e reiterate tensioni e litigi tra vicini hanno talvolta tragiche conseguenze». (g.p.)