Lo chef Corelli promuove il Fucino

12 Dicembre 2014

Convegno all’ex Arssa, cinque puntate del Gambero rosso dedicate agli ortaggi

AVEZZANO. I prodotti del Fucino in vetrina e lo chef pluristellato Igles Corelli li promuove al Gambero rosso. Niente fiori o piante ornamentali. A dare luce all’ex Arssa, durante il primo convegno dedicato ai prodotti della Marsica, c'erano patate, carote, finocchi e verdure coltivati nel Fucino. Gli stessi che per cinque puntate della trasmissione televisiva saranno usati dallo chef Corelli. Durante i lavori, organizzati dall'assessorato all'agricoltura del Comune di Avezzano, Francesco Paciotti, sono intervenuti amministratori, associazioni di categorie, il Gal Gran Sasso Velino, rappresentato dal presidente Bruno Petrei, studiosi e tecnici che hanno messo in risalto l’importanza delle colture locali nel panorama nazionale. «L’altopiano del Fucino», ha commentato il sindaco Gianni Di Pangrazio nel suo intervento, «deve diventare un brand da esportare in tutta Italia e da far conoscere come produzione di qualità». Secondo i dati presentati dall’assessore Paciotti, nel Fucino vengono prodotti 1milione e 800 chili di patate ogni anno di 10 diverse varietà. Tuberi che hanno alte proprietà nutritive come hanno spiegato i tecnici intervenuti e possono rappresentare, insieme agli altri ortaggi, un trampolino di lancio per la Marsica non solo per il mercato orticolo ma anche per quello turistico. Nelle relazioni della docente universitaria Maria Giuliana Tozzi, di Vincenzo Di Genova dell’Agrario, di Daniela Spera del Crab e di Battista Bianchi del Covalpa sono stati messi in evidenza proprio questi aspetti.

«Conosco questi prodotti da oltre 20 anni», ha precisato lo chef Corelli, «e li pubblicizzo ovunque. In questa terra manca uno spirito di appartenenza e un collegamento tra turismo e agricoltura che invece dovrebbe esserci. Bisogna puntare sulle persone che hanno talento e bisogna dare degli stimoli ai giovani». Anche il consigliere provinciale Felicia Mazzocchi, presente in sala al fianco di tanti agricoltori e studenti dell’istituto Serpieri, ha evidenziato che «per crescere la Marsica deve puntare necessariamente su un sistema Fucino». All’incontro anche Sergio Natalia, direttore dell’istituzione per il centenario del terremoto. Lidia Di Pietro, in rappresentanza della neonata condotta Slow food dei Marsi, ha parlato del valore del cibo nel rispetto di chi lo produce. Le conclusioni finali sono state affidate al presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Gli intervenuti, poi, si sono spostati all'osteria Mammaròssa per degustare gli ortaggi nei piatti proposti dallo chef Franco Franciosi.

Eleonora Berardinetti

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